Metodologie a confronto e impiego altri software

Ciao Gianni.

Ti scrivo in merito ad un argomento trattato in un video tutorial dall’ ing. Guerra, sviluppatore del software Thopos.

In particolare, Guerra tratta la georeferenziazione della mappa di impianto in ottemperanza alla Circolare del Catasto 39381 del 2008. Con detta circolare, in sintesi, vieni indicato di preservare, quanto più possibile, la mappa stessa, evitando eccessive alterazioni in fase di trasformazione matematica.
Viene indicato che detta trasformazione deve essere di tipo lineare, con variazione di scala isotropa e basata sul principio dei minimi quadrati.

Ora la mia domanda è: se deve essere isotropa cioè mantenere le stesse caratteristiche di deformazione in fase di elaborazione, significa che tutti i quadranti che interessano linee da riconfinare, costituiti dai vari parametri, dovranno essere corretti comunque con la stessa “deformazione” e quindi ricampionati alla stessa maniera?..E il metodo Tani?
Questo approccio potrebbe essere considerato da un CTU, in caso di contenziosi legali, l’unico matematicamente valido in quanto indicato dal Catasto.

Avendo usato molto il tuo CorrMap unicamente con metodologia parametrica, cioè ottenendo immagini ricampionate dei quadranti classici 200x200, mi è sorto il dubbio di dover SEMPRE rettificare con la Catastale per la circolare suddetta.

Inoltre, lo stesso Guerra, applica una georeferenziazione affine alla mappa e non polinomiale, al fine di non ridurre troppo gli scarti (avvicinandosi allo zero) ma attestandosi a scarti di circa 50 cm, valore determinato dall’approssimazione riferito ai pixel occupati dallo spessore delle linee.

A presto.

Ciao Domenico,
per quanto riguarda la Direttiva dell’ex Agenzia del Territorio del 27/05/2008 (fai attenzione che è prot. 39391, non 39381 come hai scritto tu) ti riporto quanto ho scritto nel mio libro Tecniche di riconfinazione (ho visto che ne sei in possesso, giusto?) alla fine del paragrafo 2.4 dove la spiego:

A conclusione di questa disamina della direttiva dell’ex Agenzia del Territorio mi preme precisare con forza che la stessa non ha alcun riferimento alle riconfinazioni. L’Agenzia ha emanato questa disposizione a propri fini interni per regolare la scansione delle mappe d’impianto e la conseguente verifica. La georeferenziazione citata non ha quindi alcun carattere di “ufficialità” per altri scopi, tanto meno, come vedremo più avanti, per le riconfinazioni. Dico questo per evitare l’equivoco in cui cascano molti tecnici, cioè quello di adottare qualsiasi disposizione tecnica del catasto anche per lavori, come appunto i riconfinamenti, che non riguardano l’ambito catastale pur se utilizzano le mappe o altre informazioni reperite dall’Agenzia. Al contrario, mi è capitato in diversi seminari tenuti in giro per l’Italia sentire tecnici che si esprimevano così:

Ma scusa, se esiste una direttiva tecnica emanata dall’ente preposto alla conservazione delle mappe e questa direttiva indica la procedura per la loro georeferenziazione, significa che quella è la corretta procedura da adottare.

Niente di più fuorviante. È lo stesso approccio di chi pensa che le coordinate dei punti di inquadramento per una riconfinazione vadano richieste al catasto, così da avere valori “ufficiali” e “al di sopra delle parti”.

Come saprai, in CorrMap questa georeferenziazione l’ho chiamata Catastale proprio per richiamare la Direttiva e l’ho implementata perché è utile ad una serie di scopi. Sul libro Tecniche di riconfinazione li trovi descritti al paragrafo 2.5.4 - L’utilità della georeferenziazione “Catastale”.

Nelle riconfinazioni da mappa la georeferenziazione da adottare è quella che ci ha insegnato Pier Domenico Tani (da cui la denominazione di Metodo Tani) quando ancora le coordinate si prelevavano dalla mappa cartacea. La georeferenziazione Parametrica che io ho implementato su CorrMap non è altro che la versione digitale del Metodo Tani, con in più un affinamento reso possibile dalle mappe raster e dalla potenza di calcolo che si può ottenere dal software.

Essendo un mio concorrente, non voglio commentare gli algoritmi dell’Ing. Guerra, ognuno è libero di sviluppare i propri. Riguardo alla tua frase in grassetto qui sopra, mi limito solo a dire che gli scarti non vanno né ridotti né aumentati (come l’elastico delle mutande), vanno semplicemente calcolati per quello che sono effettivamente, così da poter selezionare i punti di inquadramento attendibili e scartare quelli inattendibili.

Se vuoi conoscere le mie considerazioni sulle georeferenziazioni che io ritengo del tutto errate (sempre parlando di confini), ti suggerisco di leggere, sempre sul libro Tecniche di riconfinazione, il paragrafo 2.11 - Quale georeferenziazione usare? e sottoparagrafo 2.11.1 - Perché alcune georeferenziazioni non vanno bene?.

Un caro saluto.

geom. Gianni Rossi
cell. 3202896417
Email: gianni.rossi@topgeometri.it
www.topgeometri.it
www.corsigeometri.it

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