Accatastamento Ascensore Costruito su Ente Urbano

Buongiorno a tutti, chiedo la vosta opinione su un caso che mi sta passando sotto mano.

Premessa: L’immobile deve fare variazioni e inserimento in mappa a seguito della realizzazione di interventi di ECO/Sismabonus 110. Le particelle interessate sono 320,322,335,496.

Gli immobili fanno parte di un aggregato composto da diverse particelle limitrofe, vi allego estratto del SIT, con in rosso sagoma dell’ascensore realizzato con i lavori.

L’ascensore è a tutti gli effetti sul suolo della particella 335, che è un ente urbano al terreni, mentre ai fabbricati ci sono diversi immobili censiti con diversi subalterni.

Fondamentalmente i proprietari dei beni sulla 335 sono gli stessi dei proprietari degli appartamenti sulla particella 320, e l’ascensore servirebbe il piano primo e secondo degli appartamenti sulla 320.

Ora io avrei identificato quella che potrebbe essere una procedura corretta e ve la elenco:

Fazionamento della 335 per la sagoma dell’ascensore

Trasferimento della porzione della 335 alla 320, con atto

Fusione della particella dell’ascensore con la 320 sopprimendo la particella temporanea

A questo punto procederei con le variazioni sui singoli appartamenti e costituendo i bcnc con scale comuni e ascensore.

Tuttavia c’è un problema, le operazioni di inserimento in mappa e le variazioni degli altri appartamenti sulla 320 e altri sub sono stati affidati ad un altro tecnico, che mi ha elencato una procedura diversa dalla mia e poco chiara, in quanto lui vorrebbe fare prima le variazioni e successivamente il mappale, cosa secondo me sbagliata. Ora se io procedo ad efettuare le variazioni non curandomi dell’ascensore dichiarerei il falso, mentre se nei quadri del docfa lo inserisco, facendo l’elaborato planimetrico ci sarebbe una discordanza con le particelle, in quanto il tipo mappale non esiste.

Chiedo un aiuto e delle delucidazioni, in quanto la situazione mi pare parecchio complessa.

Grazie

Perché vuoi frazionare la particella dell’ascensore ?

Non è uno dei casi previsti dalla circolare 11/E 2023

Esegui il Tipo Mappale e poi crei un nuovo subalterno, BCNC per l’ascensore

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L’idea era di frazionare la particella su cui poggia l’ascensore perchè è un altra particella proprio, l’ascensore poggia di fatto sulla particella 335, ma serve gli immobili in aderenza alla 320 più grande.

In ogni caso presentare le variazioni prima e poi fare il tipo mappale sarebbe scorretto giusto?

Devi presentare un tipo mappale per l’ascensore che ricade sulla particella 335 creando un’area urbana al catasto fabbricati ed assegnandogli la ditta risultante da tutti i proprietari dei subalterni della p.lla 335 con l’annotazione “quote fittizie da ridefinire con atto pubblico”.

Successivaente faranno un rogito di cessione ai proprietari dei subalterni del piano primo e secondo della particella 320.

Dopo di che farai un nuovo tipo mappale per la fusione con la particella 320 e creando tramite un docfa, per l’ascensore, un BCNC ai sub a cui serve l’ascensore.

Trattandosi di un BCNC (l’ascensore) il fatto che il collega vuole fare prima le “sue” variazioni docfa non comporta problemi di sorta.

Quando tu andrai a fare il docfa per la costituzione del BCNC ti ritroverai già i due subalterni correttamente rappresentati ed andrai ad aggiornare solo l’Elaborato Planimetrico e l’elenco subalterni.

Saluti

Non concordo pienamente con quanto suggerito da Fausto, perchè il TM non è valido per un trasferimento di diritti del sedime con sovrastante vano ascensore… naturalmente se l’intenzione è quella di procedere con la fusione con il mappale 320; si potrebbe evitare la fusione mantenendo il numero di mappa 335 subalternato per la nuova edificazione-ascensore (che va dichiarata in conformità alla ditta condominiale della particella medesima e poi interessata dall’atto notarile di trasferimento…. alle sole due unità che saranno servite dall’ascensore, se del caso; NB: l’entità va dichiarata come B.C.DEF. per consentire la volturazione…).

In sostanza, le strade percorribili sono molteplici a seconda del risultato che si vuole raggiungere.

Si può anche frazionare al C.T. con riferimento al caso “E”.

Questa pratica va concordata con l’altro tecnico e con il notaio.