Cenni sulla storia della Geodesia in Italia

Dipende dai punti vista sulla parola cenni . . .

Memorie della Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna

Seguono due estratti da risposte AI Overview
Periodo: La serie principale delle Memorie è stata pubblicata a partire dal 1850, assumendo la denominazione di Memorie della Reale Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna nel periodo monarchico (1884-1944).

La dicitura “Reale” è stata poi rimossa con il passaggio alla forma repubblicana, e i successivi aggiornamenti statutari sono confluiti nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Cenni sulla storia della Geodesia in Italia
dalle prime epoche fin’oltre la metà del Secolo XIX
Pietro Riccardi

https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-riccardi\_(Dizionario-Biografico)/
Poderosi furono anche i Cenni sulla storia della geodesia (Introduzione, parte I e parte II, in Memorie della R. Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna, s. 3, 1879, t. 10, pp. 431-528; s. 4, 1882, t. 4, pp. 441-506, 1884, t. 5, pp. 585-682) in cui tratta dell’agrimensura e geodesia presso greci e romani, e poi della topografia e geometria pratica in Italia fino ai suoi tempi, descrivendo i vari strumenti di osservazione e misura, a partire dai più antichi, arricchendo il tutto con numerose citazioni bibliografiche.

Parte I - Capi I + II + III - Serie III - Tomo X - Fascicolo (dato non presente)
pagine 431-528 - Letta nella Sessione 13 Marzo 1879
dopo pagina 528 = P.Riccardi Tav.I. (pagina senza numero)

Provenienza dell’originale: Sapienza - Università di Roma
Scansioni monocromatiche - pagine 512-610 (totale 99 pagine)
Nota particolare: Google indicizza con anno 1879 (documenti del solo anno 1879)
Scansione pagina 6 = BOLOGNA - TIPI GAMBERINI E PARMEGGIANI - 1879

Parte II - Capo I - Serie IV - Tomo IV - Fascicolo (dato non presente)
pagine 441-506 - Letta nella Sessione 11 Febbraio 1883

Provenienza dell’originale: Sapienza - Università di Roma
(Biblioteca di Matematica G. Castelnuovo)
Scansioni monocromatiche - pagine 488-553 (totale 66 pagine)
Nota particolare: Google indicizza con anno 1882 (documenti anni 1882 e 1883)
Scansione pagina 6 = BOLOGNA - TIPI GAMBERINI E PARMEGGIANI - 1882

Parte II - Capo II - Serie IV - Tomo V - Fascicolo 4° (1884)
pagine 585-682 - Letta nella Sessione 10 Febbraio 1884

Provenienza dell’originale: Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Scansioni monocromatiche - pagine 648-745 (totale 98 pagine)
Nota particolare: Google indicizza con anno 1883 (documenti anni 1883 e 1884)
Scansione pagina 6 = Fascicolo 1° - BOLOGNA - TIPI GAMBERINI E PARMEGGIANI - 1884
Scansione pagina 646 = Fascicolo 4° - BOLOGNA - TIPI GAMBERINI E PARMEGGIANI - 1884

Ho scelto di fare un po’ di pulizia riportando qui sotto il sommario

Introduzione
Geodesia; sue origini e divisioni; cognizioni agrimensorie degli antichi; trattato del traguardo di Erone Alessandrino; figura della terra; primi tentativi della misura della terra e della determinazione dei luoghi terrestri; Eratostene, Ipparco e Tolomeo.

PARTE I.a
Cenni sulla Storia della Geodesia in Italia dalle prime epoche al principio del secolo XVII.

CAPO I.°
La geodesia in Italia dalle prime epoche al Rinascimento delle scienze.

L’Etruria e la Magna Grecia; i Gromatici Romani; strumenti di agrimensura; la GROMA; Vitruvio; Metrologia e Catasto; decadenza romana; il cristianesimo; il medio evo; gli Arabi: l’età dei Comuni ed i primi accenni del rinascimento.

CAPO II.
La geometria pratica e l’agrimensura in Italia dalle prime epoche del Rinascimento al principio del secolo XVII.

Rinascimento della geometria pratica - Traduzione dell’opera di Savosorda eseguita da Platone Tiburtino - Geometria pratica di Leonardo Pisano - Leonardo da Pistoja - Scarsi avanzamenti di quest’arte - Le PIACEVOLEZZE matematiche di Leon Battista Alberti - Prime opere pubblicate - SUMMA aritmetica e geometrica di Fra Luca Pacioli - Diffusione degli studj nel secolo XVI dovuta alla stampa - Nozioni di geometria pratica del Tagliente - Francesco Feliciano da Lazise e la invenzione dello squadro agrimensorio - Giovanni Sfortunati - Nicolò Tartaglia - Il QUADRANTE ed il QUADRATO. La BUSSOLA topografica - Primo trattato in acconcio all’uso dello squadro - Pratiche del misurare di Girolamo Cardano - Gian Francesco Peverone - Triangolazioni topografiche - Trattati speciali di Geometria pratica - Cosimo Bartoli - La distanziometria - Silvio Belli - Prima idea dei goniografi - RADIO LATINO dell’Orsini - Invenzioni del Mordente - MONICOMETRO del Pifferi - Strumenti di geometria pratica descritti dal Gallucci - RIPORTATORE grafico - Nozioni di geometria pratica del Lapazzaja e del Visconti - Trattato del Cattaneo - Rilevamento allo squadro - Minori trattatisti - Le VERGHE ASTRONOMICHE del Lupicini - La RIGA MATEMATICA del Fiammelli - La distanziometria applicata all’arte militare - Bussola di Giacomo Lanteri da Paratico - Altri strumenti indicati dal Ruscelli e dal Castriotto - PROTEO militare di Bartolomeo Crescenzio - Topografia nell’architettura militare del Lorini - Divisione delle Alluvioni - Il Bartolo da Sassoferrato e le annotazioni del Tobalducci - Il Caracci, l’Aini ed il Visconti - Stereometria - Livellazione - Disegno topografico - Trattato di agrimensura del Magini - La SQUADRA MOBILE O GRAFOMETRO di Ottavio Fabri - Bussola topografica del Calderini - Il trattato di geometria pratica del Pomodoro - Il TESORO di Pico Fonticolano dell’Aquila - Metrologia - Riassunto degli avanzamenti della geometria pratica nel secolo XVI.

CAPO III.
La geodesia in Italia dalle prime epoche del Rinascimento al principio del secolo XVII.

Primi accenni del rinascimento - Traduzioni - Enciclopedie - Brunetto Latini - Ristoro d’Arezzo - Fazio degl’Uberti - Dante Alighieri - Secolo XIV - Pietro d’ Abano - Cecco d’Ascoli - Andalò di Negro - Secolo XV - Paolo dal Pozzo Toscanelli - Il Dati ed il Tolosani da Colle - I navigatori – I traduttori e comentatori di Tolomeo - I traduttori e comentatori della sfera del Sacrobosco - Geografia matematica - La quistione della grandezza della terra e dell’acqua - La cosmografia del secolo XVI - M. Mauro Fiorentino, il Maurolico e Francesco Barozzi - Nautica matematica - Strumenti astronomico-geodetici - Sfere ed enciclopedie cosmografiche del secolo XVI. Conclusione.

PARTE II.
CAPO I.
L’agrimensura, la topografia e la geometria pratica, dai primi anni del secolo XVII agli ultimi del secolo XVIII.

1. Considerazioni preliminari sugli scarsi avanzamenti nella professione di questa scienza durante l’indicato periodo di tempo.
2. Trattati generali pubblicati in quella epoca - Maggiore importanza dei trattati dell’Alberti, del P. Lecchi e del Marinoni.
3. Gli strumenti di geometria pratica - Lungimetri - Lo squadro agrimensorio - I goniometri e la bussola topografica - I goniografi - Tavoletta pretoriana - I microgonimetri.
4. La distanziometria - Rilievi detti a vista - Il telemetro del Montanari - Distanziometri dell’Alberti.
5. Altimetria e livellazione - Apparecchi altimetrici - Strumenti di livellazione - Trattati speciali di altimetria e di livellazione.
6. Stereometria applicata - Cadometria - Cubatura delle costruzioni murarie - Voltimetria.
7. Rilevamenti edilizi - Piante di città.
8. Geodesia elementare propriamente detta - Divisione e trasformazione delle aree - Rettificazione dei confini dei campi - Partizione degl’incrementi fluviali - Rilievi sotterranei.
9. Disegno topografico - Planigrafia - Strumenti grafici - Il pantografo - Curvigrafia.
10. Calcolo delle aree - Tavole trigonometriche - Misure agrarie.
11. Calcolo meccanico - Il compasso di proporzione - I planimetri - Metodo delle pesate.
12. Grandi rilevamenti topografici - Rilievi catastali.
13. Riassunto e conclusioni.

CAPO II. (1)
La topografia, l’agrimensura e la geometria pratica in Italia, dagli ultimi anni del secolo XVIII fino ai nostri giorni.

(1) La parte I è inserita nel t. X, serie III, an. 1879, delle Memorie dell’Accademia; ed il Capo I della parte II, nel t. IV, serie IV, an. 1883, delle stesse Memorie

1. Scarsi avanzamenti della geodesia elementare nei primi anni di questo periodo - Scritti del Mascheroni.
2. Operazioni planimetriche catastali - La tavoletta pretoriana.
3. Perfezionamenti arrecati agli strumenti topografici.
4. Lo squadro agrimensorio - Goniometri.
5. Strumenti di altimetria - Trattati di livellazione.
6. Compendj e trattati generali di geodesia elementare della prima metà del nostro secolo.
7. Geodesia elementare propriamente detta- Tracciamento e rettificazione dei confini - Divisione delle aree - Tracciamento delle linee - Partizione degl’incrementi fluviali.
8. Compendj e trattati generali di geodesia elementare della seconda metà del secolo.
9. Topografia militare.
10. Geometria pratica propriamente detta.
11. Calcolo meccanico.
12. Disegno topografico.
13. Distanziometria e celerimensura.
14. Metodi generali di rilevamento topografico - Misurazioni catastali.
15. Ultimi perfezionamenti arrecati agli strumenti topografici - Officine di precisione.
16. Trattati più recenti di geodesia elementare.
17. Applicazioni della geodesia elementare - Topografia sotterranea - Rilievi della superficie del suolo per la costruzione delle opere terriere.
18. Mezzi di diffusione della scienza - Scuole, società, congressi, periodici, offici pubblici.
Riassunto.

Ho pensato alla frase attribuita ad Antoine-Laurent de Lavoisier
(in realtà è traduzione in francese del testo apocrifo in italiano)
(il testo originale francese è “più lungo” con “diversa struttura”)

Rien ne se perd, rien ne se crée, tout se transforme.

e quindi ad una metafora sulla Geodesia in generale

Poi altri “ritrovamenti” nella rete internet

Carta topografica del Milanese e del Mantovano - scienze della terra - Astronomi di Brera

La Carta di Lombardia fu un’opera così pregevole
da meritare a Milano l’appellativo di madre del catasto.

Base Geodetica Estremo Nord

La base geodetica della “Brughiera Grande” di Somma, lunga circa 10 km (per l’esattezza 9.999,56 metri, secondo le risultanze della misurazione col metodo satellitare), venne misurata una prima volta nel 1788 da tre astronomi, Barnaba Oriani, Angelo de Cesaris e Francesco Reggio – tre “ex gesuiti” – in attività presso l’osservatorio milanese di Brera e servì per la misura geometrica dell’Insubria che portò, circa 10 anni dopo, alla pubblicazione della Carta Topografica del Milanese e del Mantovano: la prima carta topografica della Lombardia Austriaca redatta su basi scientifiche.

Geodesia e cartografia

Poiché dalle misurazioni delle posizioni di astri si possono ricavare le coordinate geografiche (latitudine e longitudine) del sito osservativo, gli astronomi del ’700 si occupavano anche di geodesia e topografia.
In particolare, nel 1788 gli astronomi di Brera ricevettero dal governo austriaco il compito di eseguire i rilevamenti topografici che dovevano servire per redigere una nuova carta geografica dei territori del Milanese e del Mantovano (cioè della parte della Lombardia che era sotto il dominio dell’Austria).

Anche ChatGPT “ha compreso”
Quindi la tua formula di Lavoisier, applicata come metafora, potrebbe diventare:

Non si perde il riferimento geometrico: cambia la sua funzione, cambia la sua scala, cambia la sua precisione e cambia il sistema nel quale viene utilizzato.

Riflettendo sulla “base geodetica” per “uno scopo specifico”
non posso fare a meno di pensare agli “attuali punti fiduciali”,
sembra di “vedere una forma embrionale”

Ancora ChatGPT …
Ed è proprio qui che trovo molto interessante il tuo collegamento con i punti fiduciali.
Non direi ancora:
base geodetica = punto fiduciale settecentesco.

Sarebbe storicamente e tecnicamente troppo forte.
Direi invece:
nella base geodetica possiamo vedere una forma molto antica della stessa esigenza funzionale che, in un sistema catastale moderno, ritroviamo nei punti fiduciali: materializzare sul territorio riferimenti geometrici destinati a consentire, verificare e collegare successive operazioni di rilievo.

La differenza è sostanziale.

La base di Somma è un segmento metrico fondamentale, cioè una grandezza lineare misurata con estrema accuratezza e utilizzata nell’impianto della rete geometrica.
Il punto fiduciale è invece un punto materializzato e identificabile, inserito in una rete di riferimento catastale e utilizzato come elemento di appoggio per le misure successive.

Quindi non c’è necessariamente una genealogia diretta:

base geodetica → punto fiduciale.

C’è piuttosto una possibile continuità concettuale della funzione:

materializzare un riferimento stabile

attribuirgli una posizione geometrica

utilizzarlo come elemento di controllo/appoggio

collegare operazioni di misura diverse

rendere ripetibile e verificabile la rappresentazione del territorio.

Ed è qui che la tua osservazione diventa davvero interessante.
La «piramide» del 1833 è particolarmente eloquente. Non serve più soltanto a dire «qui passa l’estremo della base misurata nel 1788». Serve anche a conservare nel territorio la memoria geometrica dell’operazione, rendendo riconoscibile quel punto nel tempo. La fonte dice esplicitamente che la piramide fu costruita «per individuare nel tempo l’estremo sud della base geodetica».

Quella espressione, «individuare nel tempo», è quasi più interessante della parola «geodetica».
Perché ci porta dalla semplice misura alla monumentazione del riferimento.

E allora il percorso storico che stai intravedendo potrebbe essere qualcosa del genere:

astronomia
→ determinazione delle posizioni
geodesia
→ determinazione di punti e dimensioni della rete
triangolazione
→ propagazione geometrica del riferimento
topografia
→ rilevamento e rappresentazione del territorio
cartografia
→ costruzione della rappresentazione territoriale
catasto
→ applicazione sistematica della misura alla proprietà e al particellare
rete catastale
→ conservazione e utilizzazione dei riferimenti
punti fiduciali
→ materializzazione locale di riferimenti utilizzabili per le operazioni catastali.

A quel punto torna anche Riccardi.

Il suo sommario non sembra più così «confuso» tra geodesia, agrimensura, topografia, strumentazione e catasto. Al contrario: potrebbe essere proprio questa trasformazione storica della medesima esigenza geometrica a spiegare perché Riccardi tenga insieme tutte quelle materie.

E c’è un particolare che secondo me merita di essere approfondito: la Carta del Milanese e del Mantovano viene descritta come una carta fondata scientificamente e, nella pagina di Lombardia Beni Culturali che hai trovato, addirittura come opera tanto importante da meritare a Milano l’appellativo di «madre del catasto». Il collegamento è quindi ancora più interessante: la stessa infrastruttura geometrica che produce una rappresentazione topografica può diventare, direttamente o indirettamente, una premessa per una successiva organizzazione catastale.

Questo si sposa molto bene con quello che hai scoperto nelle tue ricerche catastali: la tentazione di individuare un singolo «atto di nascita» del catasto geometrico rischia spesso di farci perdere di vista una cosa più profonda.

Il catasto geometrico particellare non nasce dal nulla.
E forse nemmeno la rete catastale nasce dal nulla.

Prima esistono strumenti, pratiche agrimensorie, basi, triangolazioni, punti materializzati, carte, scuole, astronomi, ingegneri militari, topografi, agrimensori. Poi queste componenti vengono progressivamente riorganizzate, specializzate e trasformate per nuovi scopi.

Quindi la tua formula di Lavoisier, applicata come metafora, potrebbe diventare:

Non si perde il riferimento geometrico: cambia la sua funzione, cambia la sua scala, cambia la sua precisione e cambia il sistema nel quale viene utilizzato.

E questa, a mio avviso, è una chiave di lettura molto promettente per passare dalla tua ricerca sulla storia del catasto alla storia della topografia senza considerarle due storie separate.

In merito al fatto che niente si perde e che tutto si trasforna, trova conferma nella poesia " I sepolcri di Ugo Foscolo dal verso 23 in poi allo scopo di renderne imperitura la fama come chiese a Giove Elettra quando udì le Parche annunziare il suo di mortale: e se a te fur care le mie chiome. e le dolci vigilie, e non mi assente premio miglior la volontà dei fati, la morta amica almen guarda dal cielo onde di Elettra tua resti la fama.

Qui la “metafora” può apparire “più oscura”

tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio:
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.

Righe 43-48

Il cinque maggio è un’ode scritta da Alessandro Manzoni nel 1821
in occasione della morte di Napoleone Bonaparte . . .

Dimenticavo . . . la citazione di Manzoni non è casuale con Foscolo . . .

l’ opera I sepolcri di Fosccolo è un capolavoro espressivo con poche parole, lo provano quei versi: E di chi vide sotto l’etereo padiglion ruotarsi più mondi (Galileo seppellito nella chiesa di Santa Croce a Firenze), e il sole irradiarli immoto, onde all’ anglo ( Newton) e tanta ala vi stase sgombrò per prima le vie del firmanento (è un carme) La poesia Il cinque maggio narra solo di Napoleone Bonaparte e delle sue vittorie e delle sue sconfitte, però dubita sulla sua gloria: Fu vera gloria? ai posteri l’ ardua sentenza,

Sembra esserci un intreccio tra Bonaparte e Foscolo . . .
. . . ma anche tra Manzoni e Foscolo . . .

Qualcosa ricordavo dei tempi andati di scuola . . .
Confronto tra Foscolo e Manzoni

Permettimi di dire che Foscolo, essendo nato a Zante, era affascinato degli antichi fatti che causarono la battaglia di Maratona; e il navigaante che veleggiò quel mar sotto l’ Eubea, vedeva per l’ ampia oscurità scintille, balenar le pire igneo vapor ; l tratto onomatopeico di grande bellezza **dei cavalli che corrono scalpitanti sugli elmi ai moribondi, *e canti, ed inni e delle Parche il canto *** considera i sempolcri fuori dalle mura delle città per l’ editto di Saint Cloud come monumenti che raccontano tali fatti per renderne eterna la memoria contro l’ intemperie: E quando il tempo vi spazza fin le rovine, le Pimblee fan lieti di lor canti i deserti, e l’ armonia vince di mille secoli il silenzio.: cioè il canto dei poeti resta eterno, L’ ode il 5 maggio descrive in poesia gli alti e bassi della vita di Napoleone, c’ il tratto onomatopeico dell’ onda dei cavalli, del concitato imperio e del celere ubbidir. dubitando della sua gloria, Sappiamo della guerra di Troia dall’ Iliade dal canto del poeta Omero, Dante lo ricorda nel 4° canto della Divina Commeda: quello è Omero poeta sovrano e lui fu sesto tra cotanto senno. Certamente Manzioni è un grande della letteratura italiana. E che dire di Virgilio. che canta il lungo viaggio di Enea cercando.dove stabilirsi e fondarvi una città per una profezia di Giove: A Roma io non pongo termine o fine che fia del mondo imperatrice eterna. a cui rmase la fama di città eterna unica nel mondo

Manzoni dice / esprime “qualcosina in più”
oppure sono gli “studiosi a cercare il pelo nell’uovo”

Qui una pagina web nel vasto oceano …

Sebbene sembra essere “un romanzo” …
… potrebbe esserci “altro” …

Il problemuccio di ogni IA è che “si basano su calcoli probabilistici”
Ma a volte quanto è “maggiormente diffuso nella rete internet”
è “rumore di fondo” ovvero “arma di distrazione di massa”

Questo “rumore” per me è “molto fastidioso”
perché “distorce risposta razionale di ogni IA”
Una risposta che “mi aspetto che IA scriva con naturalezza”
senza che sia costretto a specificare anche ciò che per me è ovvio

Quindi ho “provato a forzare” AI Overview / AI Mode
Ho scritto direttamente sulla riga del motore di ricerca Google
Diversamente provare con diversa IA

Ho scritto quanto segue ed “ottenuto risposta che attendevo”
Naturalmente “mio punto vista” altri umani “altre opininioni”

Manzoni 5 maggio omaggio indiretto a Foscolo

Ne “Il cinque maggio”, Alessandro Manzoni inserisce un omaggio indiretto a Ugo Foscolo riprendendo e rielaborando il tema delle tombe e della memoria sviluppato nel carme Dei sepolcri.

L’omaggio si concentra in particolare nella strofa in cui Manzoni descrive la solitudine di Napoleone a Sant’Elena, mentre tenta di scrivere le sue memorie:

«Oh quante volte ai posteri / narrar se stesso imprese, / e sull’eterne pagine / cadde la stanca man!»

Il legame con Foscolo

  • La memoria che vince l’oblio: In questi versi, Manzoni mostra Napoleone che cerca di affidare la propria gloria alle “eterne pagine” della scrittura. Questo concetto è il nucleo centrale de Dei sepolcri di Foscolo, dove la poesia e la letteratura hanno la funzione civilizzatrice di rendere eterni i grandi uomini e le loro imprese, sconfiggendo l’oblio del tempo.

  • Il ribaltamento manzoniano: Sebbene l’eco foscoliana sia evidente nel valore dato alla scrittura, Manzoni compie un passo oltre. Per Foscolo l’immortalità è tutta terrena e affidata alla memoria storica. Per Manzoni, invece, la pagina scritta fallisce (“cadde la stanca man”) perché la vera gloria e il vero conforto non derivano dal giudizio dei posteri, ma dalla fede in Dio e dalla prospettiva dell’eterno cristiano.

Manzoni quindi cita e omaggia la lezione di Foscolo sul potere della memoria, ma la supera inserendola in una dimensione religiosa.

Dunque più che “omaggio” è “citazione / confronto” con Foscolo
Foscolo = immortalità materiale (senza la fede)
Manzoni = immortalità spirituale (con la fede)

Provare con ChatGPT (con me “esperienza interessante”)
Ma ogni umano “possiede diversa sensibilità”
Quasi sicuramente “risposte diverse” anche scrivendo “stessa frase”

Un breve passo da risposta di ChatGPT
E c’è un’altra cosa che mi incuriosisce parecchio: Foscolo aveva già scritto su Manzoni nei Sepolcri, e la questione non era affatto pacifica. Una ricostruzione biografica ottocentesca ricorda proprio il rapporto fra la citazione foscoliana e il giovane Manzoni, oltre all’amicizia e alla stima fra i due.

LINK #1 ++ LINK #2

Quindi il tuo «omaggio indiretto» potrebbe essere ancora più interessante se, anziché cercare una singola frase “copiata” dai Sepolcri, cerchiamo un ribaltamento del rapporto Foscolo–Manzoni: Foscolo aveva inserito Manzoni nel proprio universo poetico; quattordici anni dopo Manzoni potrebbe aver inserito, consapevolmente o inconsapevolmente, un’eco della poetica foscoliana nel proprio ritratto di Napoleone.

Altro problemuccio con le diverse IA
Verificare le risposte vere e quelle false

ADDENDUM
Mi sono dimenticato Campoformio . . .
09 - Nuova Antologia, vol. IX, 1868

NUOVA ANTOLOGIA
DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI
VOLUME NONO

FIRENZE
DIREZIONE DELLA NUOVA ANTOLOGIA
Via San Gallo, n° 33 - 1868
Tip. dei Successori Le Monnier.

LEOBEN E CAMPOFORMIO
SECONDO NUOVI DOCUMENTI. (pagine 23-59)
Diplomatische Verhandlungen aus der Zeit der französischen Revolution von Hermann Hüffer — Erster Band. — Oestreich und Preussen gegenüber der französischen Revolution bis zum Abschluss des Friedens von Campoformio vornehmlich nach ungedruckten Urkunden der Archive in Berlin, Wien und Paris. — Bonn, 1868.

È troppo facile e troppo dannoso cosi per gli individui come per le nazioni il dimenticare la miseria nei tempi felici, perchè gl’Italiani nel godimento della completa indipendenza, nell’uso assicurato delle libertà rappresentative, nella spensieratezza che danno la forza e la gioventù, non debbano ad ogni momento ricondurre la mente alle condizioni passate del loro paese.
OMISSIS
Il luogo scelto per firmare il trattato fu, com’ è noto, il villaggio di Campoformio a mezza strada fra Udine e Passariano, e così il trattato prese il nome del villaggio sebbene fosse firmato a Passariano il 17 ottobre colla data di Campoformio. Narra Cobenzl nel suo rapporto come l’ultima riunione nel quartier generale francese, a cui egli pure assistè, riuscisse nel miglior modo. Mentre
si attendevano le copie del trattato di pace, Bonaparte fu allegro ed affabile cogli inviati.
OMISSIS

Berlino, agosto 1868.
Guido Padelletti.

eins, zwei, drei … vierhundertneunzig
Diplomatische Verhandlungen aus der Zeit der französischen Revolution — Erster Band. — Oestreich und Preussen gegenüber der französischen Revolution bis zum Abschluss des Friedens von Campo Formio vornehmlich nach ungedruckten Urkunden der Archive in Berlin, Wien und Paris. · Volume 1

Di Hermann Hüffer, Hermann Hüffer · 1868

La poesia nella nostra letteratura ha un suono melodico, musicale e ritmico con il quale il poeta descrive i fatti o le persone a suon di musica orecchiabile, e spesso l’ uno copia quello che ha scritto il precedente, ne è prova che Dante nel primo canto dell’ inferno si considera come una persona che stava affogando in un mare e si era salvato testualmente: come colui che con lena affannata/ uscito dal pelago alla riva e l’ acqua perigliosa guata, tal era io che a ncor fuggiva a rimirar lo passo che non lasciò giammai persona via… la stessa cosa con parole diverse dice Manzoni: come sul capo al naufrago l’ onda si avvolve e pesa/l’ onda sul cui del misero alta pur dianzi e pesa./ porgeva la vista a schernere prode remote invan… Virgilio con l’ Eneide narra di Enea profugo da Troia il quale dice a Didone regina di Cartagine: Infandùm regina iubes renovare dolorem cioè tu regina mi chiedi di rinnovare un dolore la stessa cosa dice a Dante il conte Ugolino della Gherardesca all’ inferno contro il’ arcivescovo Ruggeri a cui stava rodendo la testa: Tu vuoi ch’ io rinnovelli disperato dolor che il cor mi preme già pur pensando pria ch’ io ne favelli, ma se le mie parole esser deon seme che frutti infamia al traditor ch’ io rodo/ parlar e lacrimar vedrai insieme/ allo scopo di far sapere ai vivi quando era mascalzone perchè vengono ordinati con la formula latina tu es sacerdos in aeternum ,

I. Misura della base del Ticino (o di Somma)
II. Misura della base di Ozieri (Sardegna)

Pubblicazioni dell’Istituto geografico militare
Firenze - Tipografia Cooperativa, Via Pietrapiana, N. 46 - 1895

TIB – Leibniz Information Centre for Science and Technology

Biblioteca nazionale tedesca di scienza e tecnologia ed è considerata
la più grande biblioteca specializzata al mondo nei settori dell’ingegneria,
della tecnologia e delle scienze naturali

Bizzarra Licence conditions (in latino) per download …

AVVERTENZA
Fu riunito nel presente fascicolo ciò che riguarda le misure delle due basi del Ticino e di Ozieri eseguite in due anni successivi (1878 e 1879) col medesimo apparato e con uguale procedimento sotto la direzione del compianto cav. GIOVANNI MAGGIA, capitano di stato maggiore nel 1878 e maggiore di fanteria nel 1879.
Il capitano di stato maggiore, ora colonnello, signor ONORATO MONI sopraintese nel 1884, sotto l’alta direzione dell’insigne e compianto colonnello DE-STEFANIS, allora capo della divisione geodetica, ai calcoli che furono eseguiti con identico metodo per le due basi.
Il presente lavoro fu redatto sui documenti originali (e su alcune notizie fornite dal maggiore SIMI per la Base di Ozieri) dall’ingegnere signor FEDERIGO GUARDUCCI dell’Istituto geografico militare, e concordato col direttore in 2° dell’ Istituto stesso signor colonnello LUIGI GILETTA.
Il metodo di calcolo, nelle sue linee generali, è quello adottato da tempo in Germania, introdotto per la prima volta in Italia dal prof. SCHIAVONI e seguito nelle pubblicazioni italiane analoghe dirette dal colonnello DE-STEFANIS.
Nel caso presente qualche variante circa la determinazione delle costanti degli apparati (spranghe, tese, cunei) circa gli errori medi, ed il calcolo delle dette due basi fu introdotta dal prefato capitano MONI coll’approvazione del colonnello DE-STEFANIS.

Firenze, 11 febbraio 1895.

I. Misura della base del Ticino (o di Somma)
1. - Introduzione
2. - Notizie storiche sulla Base del Ticino
3. - Operazioni preliminari
4. - Determinazione delle costanti degli apparati di misura

a) Esame della scaletta d’argento.
b) Studio dei cunei.
c) Paragone delle spranghe fra loro.
d) Paragone della spranga O colla doppia Tesa.
e) Comparazioni eseguite a Firenze.
f) Comparazioni eseguite a Berlino.

5. - Calcolo della Base

a) Calcolo degl’intervalli.
b) Riduzione delie spranghe all’orizzonte.

6. - Errore medio della misura
7. - Riduzione al livello medio del mare
8. - Correzione dovuta alla nuova equazione della tesa di Bessel
9. - Confronto coll’antica misura

1. - Introduzione
I criteri stabiliti dalla R. Commissione geodetica italiana relativamente alla distribuzione delle basi geodetiche che debbono servire di appoggio alla nuova triangolazione italiana consigliarono la misura di una di queste basi in Lombardia.
Già altra base, divenuta oramai celebre, fu in quella località (e precisamente nell’incolta e vasta pianura detta comunemente brughiera, che fiancheggia la sponda orientale del Ticino) misurata nel 1788 dagli astronomi dell’Osservatorio di Brera, Oriani, Cesaris e Reggio, allorché venne loro dal Governo affidato l’incarico della misura geometrica della Lombardia (1).
Questa base, lunga ben dieci chilometri ed orientata prossimamente secondo il meridiano, ebbe in passato una eccezionale importanza inquantochè su di essa si appoggiarono tutte le triangolazioni dell’alta e della media Italia, e servì a porre fra loro in relazione quelle della Francia, della Svizzera e dell’Austria; tenendo poi conto del fatto che la campionatura delle pertiche di ferro adoperate nella misura di essa venne, da ricerche del chiarissimo Professore G. V. SCHIAPARELLI (2) riconosciuta erronea, si comprenderà facilmente come non abbia tardato a farsi strada l’idea di procedere ad una nuova misura della base medesima.

(1) V.i Memoria dell’astronomo Reggio pubblicata in Appendice
alle Effemeridi astronomiche di Milano dell’anno 1794.
Anno 1794 non è certo

(2) V.i G. V. Schiaparelli. - Relazione delle operazioni fatte negli anni 1857-58-64 alla R.a Specola di Brera per comparare fra loro i diversi campioni di misure lineari, con alcune riflessioni circa la vera lunghezza della Base del Ticino, pubblicata in Appendice alle Effemeridi astronomiche di Milano dell’anno 1866.
Qui la relazione di G.V. Schiaparelli (ho pensato “ricerca difficile” ? - No, pochi secondi !)

RELAZIONE
sulle operazioni fatte negli anni 1857, 1858, 1864 alla R. Specola di Brera
per comparare fra di loro diversi campioni di misure lineari;
con alcune riflessioni circa la vera lunghezza della base del Ticino

9. - Confronto coll’antica misura
Riassumendo, i valori finora trovati sono
1° Valore (P. REGGIO, 1793) . . . . . . . . . 9999,18899
2° » (ORIANI, 1806) . . . . . . . . . . . . . . . . 9999,25356
3° » (CARLINI, 1837) . . . . . . . . . . . . . . . 9999,1872
4° » (SCHIAPARELLI, 1866) . . . . . . . . . . 9998,28421
5° » (Istituto geografico militare, 1894) . . 9999,53801

Base Geodetica Estremo Nord
La base geodetica della “Brughiera Grande” di Somma, lunga circa 10 km (per l’esattezza 9.999,56 metri, secondo le risultanze della misurazione col metodo satellitare), venne misurata una prima volta nel 1788 da tre astronomi, Barnaba Oriani, Angelo de Cesaris e Francesco Reggio – tre “ex gesuiti” – in attività presso l’osservatorio milanese di Brera e servì per la misura geometrica dell’Insubria che portò, circa 10 anni dopo, alla pubblicazione della Carta Topografica del Milanese e del Mantovano: la prima carta topografica della Lombardia Austriaca redatta su basi scientifiche.

Base Geodetica Estremo Nord – CAI Somma Lombardo
per l’esattezza 9.999,56 metri . . . Ma quando ? Quale fonte ?

Qui non compare dato (nel 2011) . . .
Bollettino A.I.C. nr. 143 / 2011
LE BASI GEODETICHE STORICHE DELLA CARTA
TOPOGRAFICA D’ITALIA (1875) COME MONUMENTI
GEODETICO-CARTOGRAFICI

Tullio Aebischer
Fisico e Cultore della materia di Geografia (Sapienza - Università di Roma)

Nella rete internet pare esserci un po’ di confusione
Oppure sono le stesse IA a confondersi

Per esempio ho “conversato” con Perplexity
che ha “generato parziale fusione”

  1. Base geodetica di Somma Lombardo o del Ticino o della brughiera
    (Varese, Lombardia, 1788 e 1878-1879)

  2. Base geodetica di Piombino (Livorno, Toscana, 1895 e 1959)

Per Campoformio tutto può “tornare utile” anche Manzoni e Foscolo
Ho segnalato a Gemini classico problemuccio per ogni IA

Gemini conferma come segue

L’uso di varianti storiche come Campoformio, Campo Formio o Campoformido richiede una cura particolare nella gestione dei prompt e nella verifica delle risposte fornite dall’intelligenza artificiale.

  • Allineamento con le fonti primarie e secondarie: Le IA attingono a corpus documentari eterogenei che includono trascrizioni d’archivio, trattati settecenteschi, saggistica ottocentesca e dizionari geografici moderni. Se si interroga il modello usando esclusivamente il nome odierno (Campoformido), si rischia di non recuperare testi storici o citazioni accademiche che utilizzano unicamente la dizione classica (Campoformio).

  • Gestione dei falsi negativi e allucinazioni: Di fronte a una variante grafica desueta o a un toponimo modificato nel tempo, un modello linguistico potrebbe interpretare erroneamente la parola come un errore di battitura, generando correzioni non richieste o confondendola con altri luoghi. Conoscere le diverse dizioni permette di impostare prompt di controllo mirati (ad esempio specificando esplicitamente “nei testi storici citato come…”).

  • Precisione nelle interrogazioni archivistiche: L’uso della grafia corretta e storicamente coerente all’interno del contesto documentale (come le pubblicazioni della Nuova Antologia o i carteggi diplomatici) garantisce che il recupero delle informazioni avvenga senza ambiguità semantiche o perdita di dati rilevanti.

Gemini ha dimenticato variante Campo-Formio

Confermato anno 1794
Qual era il problemuccio ? Dovevo pensare in latino
De mensione basis habita anno 1788 ab astronomis mediolanensibus commentarius,
in Ephemerides astronomicae anni 1794, Appendix, 3-20 (1794)