Vorrei sottoporre all’attenzione dei colleghi il presente caso :
Devo “frazionare “ una porzione di un’area cortilizia ( graffata erroneamente al fabbricato insistente su di essa , in quanto il venditore delle diverse unità immobiliari , nei diversi atti si è riservato la proprietà esclusiva dell’area) soggetto all’art. 36 del D.P.R. 380 /2001 ( fabb. abusivo ecc.) .
Premesso che con una prima pratica Docfa ( la circ. 11/E mi sembra chiara al punto F )dovrò scollegare l’area cortilizia dal fabbricato , per quanto riguarda il frazionamento della porzione interessata dall’abuso , a mio parere dovrò procedere con un ulteriore Docfa per costituzione di area Urbana (F1) in quanto a mio avviso, è vero che “cambierà la proprietà “ ma non perderà il collegamento con il lotto urbano ( l’unità del corpo di fabbrica prospiciente su questa area non ha altri accessi e le vetrine prospettano su questo ).
Il termine “collegamento “ l’ho interpretato così , probabilmente eccessivo .
Vorrei chiedere appunto , se è corretta questa mia interpretazione oppure no, tra l’altro verificando la casistica che racchiude i casi per cui è necessario il frazionamento al Catasto terreni , non sono riuscito a “adattare “ alcuno di questi alla mia problematica.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro nell’esposizione. Grazie anticipatamente Giovanni Albanese
Non dici perchè devi frazionare l’area ed è importante per la scelta del caso da adottare; poi parli di graffatura erronea ma devi spiegare se gli atti di proprietà fanno riferimento ad un frazionamento ai Terreni mai introdotto oppure ad un elaborato planimetrico (allora la graffatura sarebbe corretta) oppure infine ad un elaborato grafico allegato all’atto. Se trattasi della prima o di quest’ultima ipotesi devi allineare la banca dati catastale prima di fare il frazionamento del cortile. Infine, se parli di collegamento che rimane anche dopo la costituzione dell’area urbana, direi che si deve adottare il caso “A”. Comunque, al riguardo, necessitano ulteriori info.
L’area deve essere frazionata in quanto sulla stessa è stato realizzato un abuso edilizio non demolito a seguito dell’ordinanza , per cui l’area ai sensi del 380 dovrà essere acquisita dal comune;
Sulla p.lla insiste un condominio , tutti gli atti di vendita riportano che l’area cortilizia rimane della proprietà venditrice , ( in mappa il fabbricato risulta graffato ) ;
Non esiste un elaborato grafico , accatastamento risalente al 1981 e mai prodotto negli anni , caso strano non sono riportati come BCNC nè la scala che serve i vari piani , ne tantomeno per quanto dicevo prima la corte;
Il collegamento che rimarrebbe , ribadisco : è vero che la porzione da distaccare ( quella con l’abuso) “cambierà la proprietà “ ma non perderà il collegamento con il lotto urbano in quanto parte del fabbricato restante ( quello regolare) è prospiciente su questa porzione da distaccare ,non avendo altri accessi e le vetrine prospettano su questa. GRAZIE
Allora il notaio ha fatto una cavolata… e gli altri pure. In assenza di elaborato planimetrico o tipo di frazionamento il cortile non è stato identificato e gli atti, ovviamente validi sotto il profilo giuridico, non possono essere volturati. E’ il Comune che ti da l’incarico di frazionare oppure il condominio? In ogni caso la situazione giuridica va riportata in catasto e direi con un elaborato planimetrico che individua la corte.
Tieni conto , che il fabbricato è stato accatastato precedentemente l’avvento dell’Elaborato planimetrico.
Si il comune mi ha dato l’incarico, in adempimento all’art. 36 del 380;
Certo , va predisposto un elaborato ( anche parziale ,limitato al solo p.t. - visto che vi sono 40 condomini ) dal quale emerge un sub. distintivo per il cortile (ovviamente visto gli atti ,intestato alla proprietà originaria ) e poi proseguire sempre e solo con docfa nello stralcio dell’area urbana ( altro subalterno ) oggetto della delibera comunale di acquisizione e successiva trascrizione. Almeno questa è la mia interpretazione . Grazie delle tue risposte.un caro saluto