Mi è sorto un dubbio e probabilmente in questo forum qualcuno è in grado di aiutarmi. Un fabbricato di civile abitazione, è in corso di trattativa per la vendita e ha catastalmente una piccolissima porzione di terreno pertinenziale indicata anche nelle planimetrie Docfa. Di fatto però il terreno facente parte della corte è ben più ampio ma il mappale che ovviamente porta un altro identificativo, è censito a Catasto Terreni come seminativo. In questo caso subentrano i diritti di prelazione di confinanti qualora fossero coltivatori diretti o coltivatori agricoli a titolo principale anche se tutto cintato come una corte?
Mi limito a risponderti per ciò che riguarda la materia prettamente catastale; la situazione che hai descritto non è catastalmente corretta in quanto scrivi “il terreno facente parte della corte è ben più ampio” e pertanto con un Tipo Mappale di fusione dei due mappali in proprietà eviti sia forme elusive che probabili diritti di prelazione avanzati da terzi….
Grazie Carlo per avere risposto, si lo so che catastalmente la situazione non è corretta ma il cliente che per altro ha ereditato il fabbricato non intende fare alcun tipo di pratica, io ritengo (ma non so se sia un ragionamento corretto), che vendendo in blocco fabbricato + terreno si possa eludere qualsiasi diritto di prelazione anche perchè non vi è nessuna coltivazione in essere.
Il fatto che il proprietario vuol vendere “in blocco” sia il fabbricato sia il terreno limitrofo non elude alcun diritto di prelazione.
Ma, se nell’atto di vendita viene dichiarato che il terreno (anche se non facente parte della corte inserita nella piantina del fabbricato) è pertinenziale al fabbricato stesso allora il confinante (se coltivatore diretto) si troverà nella condizione che se vuole esercitare il suo diritto di prelazione dovrà esercitarlo sia sul fabbricato che sul terreno agricolo limitrofo.
Se invece il terreno viene venduto non come pertinenza del fabbricato questo potrebbe diventare un problema che solo un legale potrà valutare.
Saluti