Salve, avrei un dubbio riguardo le distanze legali. Se viene fatto un ampliamento di un appartamento di un edificio condominiale che sporge fuori sagoma rispetto alla facciata retrostante che dà su un atrio interno, la distanza rispetto alle facciate dei palazzi circostanti che si affacciano sullo stesso cortile deve essere di 10 metri o 3 di metri? Premetto che ci sono finestre e balconi.
Salve, Josè,
non è facile dare una risposta al tuo quesito perchè se è vero che sono disciplinate dagli art. 873 e seguenti del codice civile, è altrettanto vero che il regolamento edilizio comunale può fissare distanze maggiori, quindi devi prendere informazioni presso l’ area tecnica del comune per il tuo caso
Ciao, il DM 1444 del 1968 impone che tra pareti finestrate venga rispettata la distanza di 10 metri (tale norma è inderogabile). Ciao
Infatti l’ art. 873 c.c. impone: Le costruzioni sui fondi finitimi, se non sono unite o in aderenza, devono essere tenute a distanza non minore di m 3. Nei regolamenti comunali possono essere tenute distanze maggiori
Ma il mio caso rientra tra “pareti finestrate” o “fondi finitimi”? E cmq nel caso fosse tra pareti finestrate, gli edifici che si affacciano sull’atrio interno non sono a 10 metri ma molto meno!
Però le pareti degli edifici che si affacciano sull’atrio interno sono a meno di 10 m
Dato che le pareti degli edifici si affacciano sull’ atrio, che ritengo condominiale, le distanze di dieci metri non valgono, ma vale a norma contenuta nel primo periodo dell’ art. 823.