Ciao a tutti, devo predisporre un aggiornamento catastale su un terreno ente urbano. Parte del mappale è occupato da strada pubblica. Non c’è nessuna indicazione da parte del Comune in merito ad esproprio o cessione volontaria. Fraziono lungo la recinzione per distinguere il lotto edificato dal sedime stradale. Rimarrà una particella Relitto ente urbano 450. I successivi passaggi per rendere la destinazione a strade pubbliche è obbligatoria, considerato che non c’è, ad oggi, nessuna delibera comunale? Potrà rimanere relitto di ente urbano a lungo o esistente una scadenza? Grazie a chi vorrà rispondere.
Siamo in presenza, per l’ennesima volta, di una situazione di inerzia da parte degli Uffici comunali oppure di una nuova lottizzazione? Partiamo dal presupposto che il lotto da frazionare al C.T. sia in parte interessato da una strada pubblica e che non vi sia altra soluzione che l’esproprio a titolo oneroso o meno; a mio modesto parere se la P.A. non procede con l’incarico ad un tecnico libero professionista di frazionare ed individuare l’oggetto dell’espropriazione, non sussistono gli estremi per l’adozione del caso “B”, in quanto la circolare 11/E parla di “procedimenti amministrativi iniziati d’ufficio” per i quali “non è richiesta - ai sensi del richiamato articolo 1, comma 8, del D.M. n. 701 del 1994 - la sottoscrizione dell’atto di aggiornamento da parte dei soggetti titolari di diritti reali”.
Pertanto, nel caso in esame (dove tra l’altro si parla di un terreno e non di un lotto edificato), non potendo adottare il caso “B”, adotterei il caso “A” oppure il caso “C” sentita la proprietà ed il Comune; nel caso “C” è evidente che se la particella derivata (es.: strada di lottizzazione) dovesse rimanere in proprietà dell’impresa fino al 31 gennaio dell’anno successivo….. sarebbe necessaria la variazione con mod. 26.