Fusioni Arbitrarie

C’era un FR unico mappale 100 costituito da fabbricato e circostante corte.
Nel 78 il cortile viene frazionato a CT con la finalità di creare due corti da rendere esclusive con mod 6 alle due unità rurali che con lo stesso mod 6 venivano create.
100 sub 1 con corte esclusiva 647 e 100 sub 2 con corte esclusiva 646
Le due unità vengono donate dal padre ai due figli, quindi ora abbiamo due intestazioni diverse.

Senza descrivere i passaggi intermedi che allungherebbero il post rendendolo illeggibile oggi abbiamo per effetto di avventati TM successivi di nuovo la particella 100 come all’impianto stavolta EU.

Il problema principale che è oggetto della presente domanda sta soprattutto nel fatto che è stato creato addirittura un bcnc inglobante parti disomogenee, cioè parti dell’ex 646 sono fuse nell’EP con parti dell’ex 647.

Nessun Atto è stato mai fatto (e questo permette credo un recupero dei diritti più abbordabile), le parti mai hanno sospettato di avere in comune parti di terreno che considerano esclusive essendo poi materializzate da recinti e muri di sostegno.

La soluzione prospettata, vista anche la recente circolare sugli EU, è quella di lasciare le particelle Terreni fuse assieme nell’originario map 100, e ripristinare solo sull’ EP le originarie dividenti come indicate nel TF del 78, con Relazione Esplicativa la più esauriente possibile.

La domanda è: E’ questa l’unica possibile soluzione o ne vedete altre migliori ?

Spero di aver sintetizzato al meglio il problema.

Grazie

E’ evidente che bisogna sistemare l’errore (commesso poi anche dai notai, se ci sono stati passaggi di proprietà). A mio parere è importante leggere l’originario atto di divisione per vedere se fa espresso riferimento al tipo di frazionamento del '78 oppure se richiama soltanto il mod.6.
Nel primo caso sarebbe corretto far ripristinare la dividente dall’Ufficio, con istanza, e poi aggiornare il C.F.; uso il condizionale perchè se poi bisogna andare dal notaio per rettifiche e/o identificazioni catastali, allora tanto vale trattare tutto all’Urbano con l’elaborato planimetrico.
Nel secondo caso conviene sicuramente lavorare solo con l’elaborato planimetrico e se si è molto fortunati l’Ufficio potrebbe accettare anche la diretta intestazione dei due cortili (nel caso di mancanza di uteriori passaggi di proprietà).

Si, l’originario Atto di Divisione richiama entrambi i documenti e li allega, TF e mod 6 sono parte integrale del rogito.
In questo caso ci sarebbe la possibilità di far ripristinare il TF?
In una discussione informale con un tecnico dei terreni a cui accennavo il problema mi diceva che il ripristino sarebbe stato fuori luogo in quanto avrebbero dovuto annullare due TM (manovra problematica) e frazionare un EU che oggi il Catasto tenta di tenere integro con tutti i mezzi.

Atti notarili di rettifica e/o identificazione non dovrebbero essere necessari eesendo oggi le u.i.u. intestate ancora ai due fratelli donatari. Gli errori presenti non sono mai stati fissati da Atti notarili.

Mi pare di capire che aldilà dei desideri del Catasto di agire solo sull’EP (ma non ho ancora parlato col capo sezione) la strada più corretta sarebbe il ripristino del TF e poi agire sia sull’EP che sugli identificativi per far apporre la fraffatura tra abitazioni e cortili.

Grazie per il parere dato.

Certamente. E’ la strada più corretta, anche se porta ad un risultato non ottimale dal punto di vista catastale, ovvero un lotto urbano formato da tre particelle…; fra l’altro non capisco che problemi possano dare i TM che, suppongo, non alterano la geometria del lotto.
La soluzione ideale, dal punto di vista della praticità e del risultato finale, è senza dubbio quella ipotizzata all’inizio in cui la Relazione Esplicativa diventa una sorta di “Dichiarazione di corrispondenza” (i 2 subb. cortili CORRISPONDONO alle due particelle generate con il fraz.to del '78), ma temo non sia sufficiente per un notaio che dovesse stipulare e quindi ricostruire la storia (gli identificativi finali sarebbero diversi da quelli riportati nell’atto di provenienza e nello storico catastale non ci sarebbe alcun collegamento). A questo punto mi sovviene una ulteriore soluzione che andrebbe concordata con il Catasto e che prevede la dichiarazione, con elaborato planimetrico, delle due aree urbane, con “Dichiarazione di corrispondenza”, ma cointestate (specificando che seguirà un’istanza per la rettifica dell’intestazione); ad avvenuta evasione dell’istanza, comparirà l’intervento d’Ufficio nello storico dei subb. della particella.

Grazie,
ottime considerazioni e suggerimenti che farò presenti a mia volta col Catasto nel concordare la via di uscita ottimale.
Cordiali saluti