Matteo, cerchiamo di capirci meglio.
Pregeo è una cosa, mentre il rilievo topografico è tutto un’altra cosa e le due cose non è che sono complementari, anzi.
Le OPZIONI: PPS - RTK - NRTK - REALVRS sono “INVENZIONI” della sogei per il software PREGEO e non costituiscono dei metodi di correzione differenziale che trasmette la rete di stazioni permanenti i cosidetti MOUNTPOINT:
Pregeo, vuol solo conoscere come sono stati determinati i dati che si inseriscono in Pregeo, e per farlo la sogei ha inserito queste 4 opzioni di cui sopra.
Quando si dice che è preferibile utilizzare la VRS LOCALE scelto in un punto baricentrico del rilievo vuol dire che il rilievo sarà CALCOLATO con origine delle baseline su questa VRS LOCALE e quindi, che il piano topografico avrà origine su questo punto scelto.
Invece le CORREZIONI DIFFERENZIALI che trasmettono le reti di stazioni permanenti sono quelle che tu hai correttamente indicato: MAC/MAX - iMAX - VRS - NEAREST, etc (ce ne sono altre ancora ma poco usate).
Queste sono le impostazioni ESSENZIALI da conoscere per chi vuole utilizzare le basi permanenti.
Principalmente le correzioni si possono catalogare in due distinti gruppi:
1° gruppo: MAC/MAX - iMAX … le quali calcolano le baseline dei punti rilevati aggangiandole alle base permanenti fisse, per cui a seconda della distanza delle basi si possono avere baseline anche molto lunghe (nel mio caso mediamente 25/30 km);
2° gruppo: VRS la quale indipendentemente dalla distanza dalla base ti crea nel controller una base fittizia ad ogni connessione/riconnessione dell’antenna gnss, per cui nell’ambito delle stesso rilievo potresti ritrovarti anche con diverse basi fittizie, ma che poi, in fase di esportazione del rilievo dal controller puoi (ma non è obbligatorio) fondere in un’unica base. Le baseline sono piccole proprio perché calcolate a partire dal punto vrs locale scelto.
Alcune reti in realtà non creano sempre una diversa base fittizia ma ne creano sempre una ubicata ad una certa distanza… quindi dipende sempre dal metodo che utilizza la rete per inviarti le correzioni differenziali.
Finito il rilievo in campagna ed esportato lo stesso dal controller si passa alla seconda fase: quella dell’elaborazione.
Premetto che io utilizzo il *file .RAW (che sarebbe il file nativo del rilievo che si crea nel controller per ogni lavoro) per cui non faccio alcun tipo di esportazione ma carico nel mio software direttamente il file .raw.
Per cui, se utilizzo il mountpoint IMAX-RDN-MSN mi ritrovo nel controller per il mio rilievo con al massimo tre basi permanenti fisse (perchè mi trovo all’incirca nel baricentro di 3 basi, se invece mi trovo più verso una base allora mi ritroverò con un’unica base) con distanze chilometriche delle baseline dei punti rilevati. La correzione differenziale che la rete di stazioni trasmette al mio rover è definità come correzione d’area proprio perché tiene conto di tanti fattori, tra cui la visibilità per entrambi di ricevitori (rover e base fissa) degli stessi satelliti che per distanze notevoli non ciò sempre avviene.
Se invece utilizzo il mountpoint VRS allora le baseline saranno molto piccole essendo la base stata creata fittizialmente ad inizio connessione dell’antenna in prossimità del rilievo.
Ora, avere baseline distanti 30 km o baseline distanti 1 km, fino a questo momento NON CAMBIA NULLA perchè queste baseline sono state CALCOLATE DALLA RETE di stazioni permanenti in base al mountpoint impostato per la ricezione delle correzioni differenziali.
Io preferisco avere baseline “REALI” ossia riferite sempre alle basi permanenti in modo che queste misurazioni siano più facilmente gestibili (almeno per me è così) e non preferisco avere delle mere coordinate in un unico sistema wgs84 per poterle utilizzare poi con trasformazioni e collegamenti alle basi a seconda del rilievo che mi serve creare… io voglio avere sottomano sempre un mio rilievo reale.
Nel tempo se vado a misure un punto già misurato un anno fa ad esempio, avrò nel mio rilievo due baseline distinte, con lo identificativo naturalmente, ma con dati di precisione orizzontale/verticale, pdop, gdop, satelliti, data e ora del rilievo, in modo da poter fare sempre le dovute e necessarie valutazioni.
ADESSO PASSIAMO ALLA FASE FINALE DI CALCOLO.
Premessa necessaria: tutti i punti rilevati hanno le matrici di varianza e covarianza (questo sempre e solo se il rilievo è per scopi catastali al fine di poterlo esportare in Pregeo).
Una volta che ho importato nel software topografico il mio rilievo mi ritrovo, come detto, nel 90% dei casi con più basi permanenti.
Ora, se è un rilievo fatto per fini catastali, dato che purtroppo Pregeo non digerisce le multi basi le vado ad unire in un’unica base… di solito scelgo quella più vicina (che non dista mai meno di 20/25 km).
Se invece è un rilievo topografico fatto per altri scopi non procedo al alcuna operazione di fusione delle multi basi e le lascio tutte presenti nel libretto dato che alla fine non devo esportare nulla in Pregeo.
Per il calcolo del rilievo, se è un rilievo che non necessità di inquadramento cartografico (il 90% dei casi per me) lo eseguo in LOCALE impostando una VRS (attenzione non un mountpoint di rete, ma una base fittizia) al fine del calcolo euleriano per far in modo che il piano topografico sia tangente a quel punto e tutte le coordinate del rilievo sia riferite a quel punto scelto.
Le quote le faccio calcolare dal software utilizzando vari metodi tra cui anche l’opzione della sfera locale a seconda dell’estensione del rilievo stesso, integrando il calcolo con l’utilizzo dei grigliati IGM gestibili anche dal software VERTO (1).
Attenzione però: io lascio sempre le basi permanenti lontano (se è un lavoro per il catasto lascio l’unica base permanente lontano) ma il rilievo viene calcolato sempre riferito alla base vrs scelta in prossimità del rilievo.
Ora anche se ho un rilievo esteso 15/20/25 km a seconda della zona oggetto di rilievo vado a cambiare il mio punto di emanazione del rilievo (la mia vrs locale) e vado a scegliere un ALTRO punto in prossimità sempre del mio rilievo che devo elaborare.
Così facendo lavoro sempre in locale, senza andare a modificare alcuna baseline e senza dover andare ad eseguire alcuna operazione di trasformazione di coordinate o collegare in futuro alcun punto a nuove basi, dato che il rilievo resta sempre quello iniziale e soprattutto il rilievo è sempre reale.
Riepilogando: quando si utilizzano le basi permanenti per ricevere le correzioni differenziali il metodo di trasmissione di queste correzioni è SEMPRE NTRK, proprio perchè le correzioni differenziali che pervengono al tuo ricevitore dalla rete di stazioni gli giungono tramite il segnale INTERNET (e N sta per Network/Internet) per cui sinceramente non capisco come la tua rete possa sconsigliare questo metodo dato che non ne esistono altri se utilizzi la rete di stazioni basi permamenti.
Se, invece, NON UTILIZZI una rete di stazioni permanenti allora devi utilizzare l’opzione RTK e in quel caso devi utilizzare una tua base e un tuo rover collegati tra loro tramite un’antenna radio UHF, in quel caso non puoi utilizzare l’opzione NRTK, ma devi utilizzare l’opzione RTK.
L’opzione REALVRS è un’invenzione “mistica” della sogei che non trova di fatto applicazione pratica, così come l’opzionue PPS. Oggi si utilizzano solo le opzioni NRTK oppure RTK a seconda di quanto innanzi detto.
Saluti e buon inizio di settimana
(1) -Avevo scritto erroneamente “grigliati verto” anzichè grigliati IGM.

