Ciao a tutti,
riporto qui di seguito il quesito di un collega che vuole mantenere l’anonimato data la delicatezza del caso esposto. Poi gli rispondo al post successivo.
Buongiorno Gianni,
vorrei chiederti un parere sulla seguente questione.
Un mio cliente ha recentemente acquistato un lotto di terreno:
Dopo l’acquisto sono stato incaricato per eseguire il riconfinamento.
I confini sono tutti d’impianto ed ho quindi recuperato la mappa originale:
Ho quindi eseguito il riconfinamento come da procedura applicabile al caso specifico, senza riscontrare errori nel rilievo/calcoli.
Dall’esito del riconfinamento è emerso che il fabbricato p.lla 29, fuso con la p.lla 30 con TM del 2005, risulta posizionato male in mappa. Non ho la copia del TM del 2005, che cercherò di acquisire, ma ho la netta sensazione che oltre alla fusione p.lla 29+30 ci sia stato un ampliamento verso Est che ha sconfinato sulla p.lla 215 e che per evitare tale sconfinamento il tecnico abbia operato una traslazione dell’intero edificio verso Ovest (vedi allineamento con p.lla 216 e fabbricato p.lla 58 nella mappa originale ed attuale).
Questa la situazione rilevata in occasione del riconfinamento (il retinato è la porzione di edificio e resede ricadenti sulle p.lle del mio cliente):
Da questa foto, dove si vede il picchetto 211, si nota anche una colorazione differente nel manto di copertura, forse proprio la parte ampliata verso Est (?):
Dalle ortofoto aeree sembra che la sagoma del fabbricato sia quella attuale almeno dal 1975:
La volontà del mio cliente sarebbe quella di far presente alla proprietà confinante tale problema e trovare un accordo per frazionare e vendere la porzione oggetto di sconfinamento (pari a circa 200 mq).
Trattandosi di un caso che non mi è mai capitato nella vita professionale, come si procede in questi casi?
Ti ringrazio anticipatamente.
Saluti.





