Buon giorno a tutti ,espongo brevemente il mio problema: devo verificare dei confini in alcuni boschi in valtrebbia zona Gorreto GE, ho sempre cercato vecchi abitanti che mi portavano sul posto mi facevano vedere i termini portati su mappa e li controllavo e si risolveva.
Ho deciso di comprare un gps corezzione TRK che si collega su stazioni sia della liguria sia lombardia,
Mi sono accorto che verificando alcuni punti fiduciali vi e`un errore di scatto di circa 1 metro in alcuni casi maggiore e in altri meno di 40 cm:
Andando su visione satellitare sono perfettamente su i punti invece su mappa caricata dall’agenzia delle entrate ce`diciamo una traslazione. Come risolvere il problema?
Ho provato contattando assistenza ,facendo controllare il dispositivo risulta tutto ok facendo prove battendo due punti misurati prima corrispondono.
Errore dei fogli mappali vecchi di 100 anni così mi viene detto.
Premesso che se mi trovo in una zona boschiva dove non vi sono riferimenti di alcun che, e mi ritrovo con misure GPS e errore come dicevo prima come posso risolvere il problema e se si può risolverlo definitivamente.grazie Stefano
Ciao, Stefano,
ci puoi dire se si tratta di una lite giudiziaria e se sei CTU ?
Ciao Stefano e benvenuto sul forum (qui ci diamo tutti del tu, ok?).
Per risponderti esaurientemente, dovresti precisare meglio i seguenti punti.
Che coordinate hai considerato per i PF, le TAF? Te lo chiedo perché, come saprai, quelle coordinate sono molto imprecise.
Come hai eseguito il raffronto tra il rilievo e le coordinate PF?
Che mappe hai utilizzato? Quelle d’impianto georeferenziate dall’AdE scaricabili su Sister? Te lo chiedo perché la georeferenziazione applicata dall’AdE è una ricampionatura dei pixel che ha prodotto deformazioni anche di oltre 2 metri. Se vuoi approfondire, ti consiglio questo breve corso online che abbiamo tenuto lo scorso autunno su www.corsigeometri.it:
Chi ti dice questo non conosce le mappe d’impianto e come vanno trattate. Certo, una deformazione è intervenuta nei tanti decenni in cui sono rimaste su carta. Ma è una deformazione che si può correggere sui file raster applicando una georeferenziazione opportuna (non certo quella per ricampionatura applicata dall’AdE di cui sopra).
geom. Gianni Rossi
cell. 3202896417
Email: gianni.rossi@topgeometri.it
www.topgeometri.it
www.corsigeometri.it
Buon giorno grazie per il tempo che ai impegnato ,no non sono un ctu e non vi sono liti ,ma cerco di trovare un modo veloce e preciso per controllare i confini: mi sono al momento affidato al gps con le mappe caricate in automatico della agenzia delle entrate. Come dicevo ho rilevato un errore, io lo chiamo errore ma diciamo traslazione di pozizione.
Quello che cerco di trasmettere se c’è un modo veloce per vedere sul gps la pozizione che corrisponde con le mappe del agenzia.
Ciao Stefano,
mi sembra di capire che non hai letto il mio post sopra dove ti chiedevo alcune precisazioni indispensabili per risponderti esaurientemente.
Ciao,
e io aggiungo: puoi dirci se si tratta di regolamento di confine in sede giudiziaria ? perchè in tal caso il confine delineato dalla mappa catastale ha valore di indizio e non di prova. In merito alla funzione dei punti fiduciali valgono solo per gli aggiornamenti catastali così come definiti dall’ art. 24 del DM de 2 gennaio 1998 n. 28 che è scaricabile da internet.
non si può leggere quanto hai scritto sopra… la professione (se sei un professionista) l’hai messa sotto i piedi. Scusa la franchezza.
Ciao a tutti,
dici bene, Fausto, aggiungo: in tema di regolamento di confini, la topografia catastale non è adatta per risolvere il problema perchè non esiste una norma che imponga la scelta di punti di riferimento, come ha statuito la Cassazione in passato, la quale consigliava la scelta di punti fissi di comune accordo tra le parti, il motivo è che la proprietà è un diritto soggettivo, mentre l’ accatastamento è un obbligo giuridico. Tutto parte dall’ art. 42 della Costituzione italiana che ha sancito che i beni che producono ricchezza devono essere accessibili a tutti, per cui se il proprietario di un fondo se ne infischia a farlo fruttare non è conveniente per lui ma può essere conveniente per altro soggetto che lo possiede.
Ancora un saluto per tutti ,certamente tutto si puo fare ma io vedo una sofferenza nei proprietari di fondo perche` il ,diciamo lavoro alla fine costa più che non far niente e molti rinunciano.
Per questo chiedevo a tutti voi se vi era un modo come dicevo al inizio con un gps corezzione trk per avere una precisione soddisfacente senza appesantire il costo del servizio.grazie a tutti e poi mi taccio.
Ciao Stefano
i confini sono una delle attività più complesse per il geometra e non è pensabile che si possa riconfinare in un bosco sulla base delle mappe WMS dell’Agenzia delle entrate.
Una ricostruzione del confine sommaria, con la semplice rotella metrica rispetto ad un sistema gnss a “correzione NRTK” con mappa wms, la ritengo più precisa.
Inoltre nel momento che interviene un tecnico e stabilisce un certo confine, quella “linea” diventa il CONFINE e se il proprietario successivamente va a fare qualunque cosa (costruzione di un manufatto, taglio di legna etc), si baserà sempre su confine stabilito dal tecnico senza una determinata precisione e attenzione e, caso mai, anche senza un contraddittorio con il confinante.
Se nascono problemi in futuro, il “colpevole” sarà sempre il tecnico che ha “riconfinato” anche se lo stesso sarà stato corretto nel dire al cliente che quel confine è stato fatto in quel determinato modo per contenere i costi di riconfinanzione, ma, ricorda in futuro il cliente non ammetterà mai che lui voleva risparmiare e che ha dato un incarico per una riconfinazione veloce e poco precisa e darà sempre addosso al tecnico riconfinatore laddove avrà commesso qualche errore.
L’aspetto economico è un problema che non compete al professionista.
Ognuno di noi ha i suoi problemi, e quindi, ad ognuno il suo.
I confini o si fanno per bene o non si devono fare. Costi quel che costi.
Quanto sopra è solo un consiglio da chi fa questo da oltre 30 anni.
Saluti
Ciao a tutti,
per chi non lo sapesse, la determinazione, e non ricostruzione, del confine, dal latino: " cum fines,* vuol dire "apposizione di termini ex art. 951 c.c. che possono essere realizzati con un muro , una recinzione, un ruscello, o un semplice solco con una fila di pietre, una siepe, un roveto, o altro manufatto. Non occorre la stazione totale, perchè il codice civile venne emanato nel 1942 quando i mezzi satellitari non esistevano. Il conflitto non è catastale, ma sull’ esercizio dei diritti, dei possessi e degli obblighi reciproci dei proprietari dei due fondi. Se un muro viene realizzato da uno dei proprietari, il confine dell’ altro fondo è la facciata del muro, in senso orizzontale e verticale. E’ frequente che il giudice dice al CTU di determinare l’ esatta linea di confine tra due fondi, esiste?
Vi ringrazio per il tempo dedicato,avete detto benissimo,tutto coretto, però mi sono ritrovato in boschi dove non vi e` nessun riferimento e la cosa diciamo meno impegnativa che portava un risultato immediato e``con strumento gps,lo so benissimo che errori si sommano sia di mappa che nello strumento stesso per le cose note rimbalzo segnale,distanza dalle stazioni,ecc,ecc e che bisogna fare tutto un lavoro di elaborazione.
Ma al cliente interessa 1 un risultato subito e un costo contenuto .
Ciò che intendevo portare all’attenzione ,che con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione, si creasse un riferimento dove tutti possono accedere alle mappe di impianto già pronte : cosi` i costi diminuirebbero e il lavoro aumenterebbe accontentando sia il cliente e la precizione.grazie ancora a tutti per il tempo dedicato, ritengo di aver già avuto le risposte alle mie domande
Ciao, Stefano,
se non si tratta di azione giudiziaria, qualsiasi metodo condiviso dalle parti, può essere utilizzato allo scopo, eccetto la mappa catastale. Per esempio la mia casa confina con due vie urbane e con terreno di propretà altrui. Dalla mappa catastale una di queste vie era una strada vicinale, che poi fu sostituita da una strada asfaltata con tracciato diverso della prima, l’ art. 11 delle preleggi del codice civile impone che la legge non dispone che per l’ avvenire: essa non ha effetto retroattivo, vuol dire che la mia casa non confina con la strada vicinale tracciata nella mappa catastale, ma con la nuova via urbana. .