Buongiorno a tutti,
chiedo cortesemente un parere su un caso un po’ particolare riguardante un appartamento a Milano.
Nel 1991 è stata presentata una pratica edilizia regolarmente autorizzata (probabilmente un’autorizzazione edilizia o simile, dato che la DIA è successiva), relativa a opere interne (demolizione e costruzione di tramezzi, rifacimento bagno, ecc.).
Dai disegni allegati risulta però che i colori convenzionali sono stati invertiti:
• Rosso per le demolizioni,
• Giallo per le nuove costruzioni.
Non è mai stato aggiornato il Catasto con una planimetria conforme allo stato post-intervento.
Oggi l’immobile deve essere oggetto di una successione con scioglimento della comunione ereditaria per la quale credo serva la attestazione di conformità allo stato di fatto dei dati catastali e della planimetria, rilasciata da un tecnico abilitato.
Come suggerite mi debba comportare?
Grazie per i consigli
Ciao, La prima cosa che ti consiglio è di fare un accesso agli atti in Comune, per vedere se nella pratica del 1991:
c’è una legenda che spieghi chiaramente il significato dei colori; oppure se ci sono relazioni tecniche o fotografie allegate che possano chiarire lo stato dei luoghi prima e dopo l’intervento. A volte le foto aiutano molto a capire se c’è stato un errore materiale o se invece si è scelto consapevolmente di usare i colori “al contrario”.
Per quanto riguarda il Catasto, se la planimetria non è mai stata aggiornata dopo i lavori, oggi è necessario presentare un DOCFA per allineare la planimetria allo stato attuale dell’immobile. Ciao
Raul grazie per il suggerimento. potresti indicarmi se nel caso la legenda spieghi il significato dei colori o sia evidente la scelta consapovole posso presentare la DOCFA senza problemi? e nel caso ci fosse stato un errore materiale cosa dovrei fare? vGrazie per il tuo aiuto
Non so a Milano quanto siano precisini
Secondo me è una convenzione l’uso dei colori giallo / rosso
Apparirà più importante quanto disegnato e scritto ?
Intendo stato preesistente + stato attuale (progetto)
e stato confronto (sovrapposizione)
Qui a Genova esiste tendenza alle legende
quindi più espliciti per demolizioni e costruzioni
Si può chiedere ad un responsabile come procedere ?
Qui a Genova è possibile regolarizzare opere interne
realizzate tra il 17/03/1985 ed il 01/01/2005
secondo art. 22 L.R. n° 16 del 06/06/2008
Per il Catasto Fabbricati la soluzione è unica
presentare apposita denuncia di variazione
presumo con causale diversa distribuzione interna
e quant’altro specifico per il caso in oggetto
La ristrutturazione del bagno quanto incide ?
Oggi sarebbe sufficiente CILA oppure occorre SCIA ?
Se la legenda allegata alla pratica chiarisce che l’inversione dei colori è stata una scelta volontaria, anche se non conforme alla prassi consolidata (dove il rosso indica le costruzioni e il giallo le demolizioni), non dovresti avere problemi a procedere con la pratica DOCFA.
L’importante è che le opere realizzate trovino effettivo riscontro sia nella reltà che nel titolo edilizio.
Per maggiore scrupolo, puoi comunque confrontarti con l’ufficio tecnico comunale, così da avere conferma che la lettura della pratica sia condivisa.
Ma se la legenda è chiara e coerente con lo stato dei luoghi e con quanto autorizzato, l’aggiornamento catastale può essere fatto senza criticità.
Mi risulta che ai fini della successione non sia necessaria alcuna incombenza (salvo situazioni di assoluta mancanza in atti del fabbricato) in quanto spetta poi agli eredi l’aggiornamento catastale…
Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122
Articolo 19, comma 14:
«A decorrere dal 1° luglio 2010, gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, la dichiarazione degli intestatari, resa in conformità alle risultanze catastali, e la attestazione di conformità allo stato di fatto dei dati catastali e della planimetria, rilasciata da un tecnico abilitato.»
Più sopra è stato scritto
Ciò comporta la divisione (post successione), ovvero atto tra vivi
ovvero conformità catastale ai sensi art. 19 - comma 14
del DL n° 78 del 31/05/2010
Questione a parte eventuale rinuncia dell’eredità
Quindi il Notaio dovrà individuare gli intestatari catastali
e verificare quanto risulti nei registri immobiliari
Come avevo scritto nel primo post, si prevede un atto di divisione (scioglimento della comunione ereditaria) per la qual mi sembra di capire che sia richiesta la attestazione di conformità allo stato di fatto dei dati catastali e della planimetria, rilasciata da un tecnico abilitato. E’ per questo che deve essere presentata un DOCFA per aggiornare la planimetria al catasto con le modifiche fatte nel 1991 approvate ma non comunicate al catasto. Ottenuta copia degli atti presentati al comune è stato riscontrato l’inversione dei colori.
è quanto disposto con la conversione in Legge del DL
per prassi catastale circolari n° 2 e 3 del 2010
rispettivamente prima e dopo conversione in legge
particolare riferimento atto tra vivi