Problema picchettamento base+rover

Buona sera,

Da neofita ed inesperto avrei bisogno di un consiglio.

Ho un sistema Base Rover acquistato da poco e ho riscontrato questa problematica.

Preciso innanzi tutto che il mio lavoro non si incentra esclusivamente sulla topografia per cui non posso dedicare la maggior parte del mio tempo a tale attività.

Il problema è il seguente.

  1. Faccio un rilievo di inquadramento per il picchettamento alcuni plinti (assi e fili)
  2. Smonto tutto e vado in ufficio e scaricando i dati, sovrappongo al rilievo il cad dell’elaborato strutturale fornitomi dall’ingegnere,
  3. Identifico i punti che mi sono necessari e poi li ricarico nel software dello strumento..
  4. Fatto ciò, torno in loco, monto la base e procedo al picchettamento.
  5. Verifico in prima fase qualche punto di controllo che ho rilevato precedentemente e….. non tornano… ho un errore che a seconda del momento in cui faccio questa operazione mi svariona dai 15/20 cm fino anche a 65/70…

Cosa sbaglio?

Ciao c’è qualcosa che non va perche base e rover e’ il sistema piu preciso in assoluto (del rilievo GPS) Intanto devi creare un sistema locale come lavoro, con origine in coordinate locali su un punto 0,0,0,

Poi metti a 360°, attorno al tuo oggetto del rilievo, dei chiodi o caposaldi di controllo

Tutte le volte che torni ad uscire fai una calibrazione di controllo sui chiodi o caposaldi messi.

Quindi in primis creare un sistema locale. Chi ti ha venduto lo strumento avrebbe dovuto spiegarti come si fa.

Se hai usato punti fuduciali come riferimenti dei rilevamenti i conti non tornano, troverai la spiegazione nell’ art. 24 del DM del 2 gennaio 1998 n. 28, è scsaricabile da internet.

Allora considerando che se parliamo di tracciamento di precisione (assi e fili) il gps lo lascerei da parte e sarebbe meglio una TPS; con base e rover il sistema migliore è come ha detto Corrado di ricalibrare ogni volta su capisaldi precedentemente rilevati. Se ho inteso giusto tu ripiazzi la base sul cavalletto e vai tracciare, questo implica un errore tra sessione e sessione notevole (mediamenta tra 0 e 5 m all’aperto) in quanto la base iniziale ha coordinate relative in quel momento, concettualmente è come voler traccire col il gps del telefono. Non volendo ogni volta calibrare, ma per tracciati di precisione lo escluderei, devi assegnare alla base le stesse goordinate wgs ogni volta calcolando la posizione con reti di stazioni permanenti, ma a questo punto perde anche un po’ il concetto di utilizzare base e rover specialmente se la rete di stazioni permanenti è buona in quella zona si ottengono risultati quasi paragonabili a base e rover utilizzando solo il rover se di ultima generazione con tutte le costellazioni … _In linea generale io solitamente opero cosi per gli scavi, poi utilizzo una TPS, poi dipende tutto da cosa si sta tracciando. Saluto intanto

Buongiorno
come già detto da Alberto tracciare dei plinti con il gnss lo ritengo poco affidabile, ma penso che tu questo già lo sai.

Tornando al tuo quesito:
Utilizzando il base + rover ogni sessione di rilievo parte dalle coordinate della base che se non opportunamente materializzata comporta ad ogni sessione un certo errore (vedi il centramento del chiodo/picchetto, errore di verticalità etc, etc). L’ideale per tracciamenti importanti è quello di “monumentare” la base con un pilastrino e ogni volta ci agganci immediatamente la base, così facendo sei certo che le coordinate della base non cambieranno.

Ma andare a monumentare una base comporta un lavoro non da poco, per questo ti consiglio nella PRIMA sessione di rilievo di rilevarti dei punti caposaldi (ti consiglio dei chiodi topografici) e quindi, impostare il tuo rilievo su un sistema locale rilevando tutto ciò che ti interessa e che ti servirà per il futuro.

In ufficio, sul tuo rilievo elaborato in locale, importi e rototrasli il disegno fornito dal tuo cliente. Ti consiglio di rototraslare il disegno dell’opera da tracciare sul tuo rilievo locale e non viceversa, in modo da avere sempre le coordinate del tuo primo rilievo.

Fatte le dovute considerazioni, nel ritornare in campagna per il tracciamento hai due possibilità:

  1. -puoi posizionare la base in qualsiasi punto del cantiere e non necessariamente nel punto che hai utilizzato precedentemente, MA così facendo devi rilevare di nuovo tutti (o quasi tutti) i punti caposaldi che hai già rilevato nella prima sessione di rilievo.

Fai fare al software del controller una Rototraslazione del tuo disegno DXF/DWG sul tuo “nuovo” rilievo e avrai inquadrato il disegno da tracciare nel tuo attuale rilievo… con la RTB potrai valutare gli scarti 2D e 3D sui punti caposaldi che hai utilizzato, ed inizi il tracciamento.

  1. -posizioni la base nello STESSO PUNTO che hai utilizzato nel primo rilievo, rilevi qualche punto caposaldo per verificare la bontà della calibrazione del sistema. Se qualcosa non torna fai fare al software del controller una opportuna rototraslazione ai minimi quadrati (tipo la trasformazione di HELMERT) e riverifica i punti caposaldi facendo un tracciamento di qualche punto.

Saluti

Ciao Fausto, come va ? Concordo con tutto, se monumenti hai maggiore precisione anche se nelle diverse sezioni devi andare a rapportare le diverse cordinate WGS con quelle locali, bisogna stare attenti a come si lavora quando imposti la base, se devo farlo preferisco sempre rilevare prima le WGS della base con rete di stazioni permanenti e poi impostare la base per capirsi … Saluto

Ciao Alberto
tutto bene grazie.
Certamente hai detto bene. Io con il base rover piazzo la base e mi collego con le basi permanenti in NRTK e gli faccio leggere le coordinate geocentriche. Dopo di che, mi sgancio dalla rete permanente e utilizzo il base+rover.
Così facendo ho il vantaggio di non dover prima misurare con il rover il punto della base, ma lo misuro direttamente con la base cambiando semplicemente la configurazione.
E’ un sistema molto pratico ed evita eventuali errori tra la misurazione del punto e il posizionamento della base.
Ciao