Salve a tutti, vorrei sottoporre alla vostra attenzione una scelta che può sembrare scontata. Sono stato incaricato di verificare dei confini d’impianto ri-tracciati da un altro collega. Io per georeferenziare la mappa d’impianto ho utilizzato i crocicchi, il collega dei punti noti (termini presenti in loco). Faccio presente che purtroppo sul foglio di mappa non ci sono fabbricati. Dalle risultanze si evidenziano delle discordanze su alcuni punti che vanno da 80 a 120 cm. Specifico altresì che i confini in discussione sono materializzati da paletti in cls da oltre 20 anni. Come di definisce chi ha operato bene ?
Ciao Michelino,
è sempre difficile esprimere un parere senza conoscere a fondo il caso, cioè senza avere gli elementi per poter valutarlo (mappa, rilievo, stato dei luoghi). Tuttavia da quello che scrivi mi sento di esprimere le considerazioniche seguono.
Innanzi tutto se i confini sono materializzati da oltre 20 anni da paletti in calcestruzzo, e tale demarcazione è sempre stata rispettata, il problema della mappa non si pone nemmeno: il confine sono quei paletti, punto. Questo è ciò che il giudice sancirebbe in caso di azione legale. Anche perché il confinante che ne avesse interesse potrà rivendicare l’usucapione.
Se invece la circostanza di cui sopra dovesse essere negata e il confine va ricostruito dalla mappa, non mi è chiaro il tuo operato nel senso che tu dici di aver eseguito la georeferenziazione sui crocicchi (immagino la Parametrica), e questa è sicuramente l’operazione corretta, ma è soltanto la prima parte della procedura. Dopo della georeferenziazione bisogna infatti mettere in relazione (sovrapporre) la mappa con lo stato dei luoghi tramite dei punti di inquadramento, cioè presenti sia in mappa (prelievo delle coordinate) che sul posto (rilievo topografico).
Tu non parli di questa attività, che invece sembra aver svolto il tuo collega, pur se appoggiandosi a termini e non a fabbricati in quanto non presenti sul foglio di mappa. Lui però non ha georeferenziato la mappa sui parametri, quindi si è tenuto la deformazione che questa presenta, per cui le sue risultanze sono affette da tale deformazione, il che può portare ad errori significativi.
Dopodiché sarebbe anche da capire se esistono fabbricati d’impianto nei fogli limitrofi e se l’inquadramento può essere esteso a tali punti. Capita spesso infatti che si debba allargare il campo a punti di altri fogli e, qualora poi lo scarto risultante dalla rototraslazione mappa-rilievo dovesse dare scarti buoni, l’operazione è del tutto corretta.
Questo è ciò che mi sento di dirti sulla base della tua descrizione, se fornirai maggiori dettagli potrò darti ulteriori pareri.