Buongiorno a tutti chiedo un consiglio in merito ad un riconfinamento avendo riscontrato delle divergenze di opinioni con un collega in merito alla lettura del frazionamento cartaceo anno 1958 che allego. Nello specifico la lettura delle distanze che collegano lo spigolo del fabbricato al vertice verde è da considerarsi a mio avviso data dalla sommatoria delle parziali 12,80+2,50+78,35 e non dalle parziali 12,80+78,35 (intendendo la rimanenza di 2,50 ricompresa nella quota 78,35).
La verifica delle superfici non aiuta molto essendoci comunque delle discordanze tra reali e catastali come indicato anche dal tecnico dell’epoca.
Buon giorgno, Eddye.
sono un anziano geomertra in pensione, a quei tempi i tipi di frazionalento si facevano su un foglio fornito dal catasto a pagamento con le misure progressive prese sul terreno e vi si disegnavano con inchiostro di china nero le particelle riportandovi le misure in inchiostro rosso sull’ apposito foglio trasparente, che forniva il catasto a pagamento, vi si presentavano per l’ approvazione, l’ impiegato addetto disegnava le particelle sulla mappa, quindi poteva accadere che il grafico di una particella poteva avere un’ area più piccola a vantaggio di quelle adiacenti o viceversa e ciò entro i limiti di tolleranza di + o - di 1/20 dell’ area del la particella, il valore di 1/20 era stato fissato dalla Giunta superiore del catasto ai tempi dell’ impianto, , quindi non puoi fare un riconfinamento, ma un regolamento di confini o in collaborazione con il confinante oppure in via giudiziaria chiedendo al giudice di attenersi al terso capoverso dell’ art. 950 del codice civile dove si legge: in assenza di altri elementi il giudice si attiene al confine delineto sulle mappe catastali, indendendo per mappe ogni singola particella
Ciao Eddy,
concordo con te, i 2.50 m vanno considerati in aggiunta ai 78.35, viceversa non avrebbe avuto alcun senso indicarli.
In tutti i vecchi TF che ho analizzato, laddove il punto di inizio/fine della misura non sia espressamente indicato dal tecnico, ad esempio con le barrette o frecce di quotatura (come anche in questo caso),vale la convenzione che si intendono i punti definiti dalle intersezioni delle linee. In questo caso, quindi, quel tecnico ha inteso precisare che dallo spigolo del frabbricato alla linea nera di mappa ci sono 2.50 m e poi da questa linea a quella a Sud ci sono 78.35 m.
Grazie mille ad entrambi per le precisazioni.
Avrei piacere di conoscere il vostro punto di vista anche in merito a quest’altra interpretazione, sperando di essere chiaro.
- Il confine da definire come in precedenza è quello rappresentato nel frazionamento del '58 (a seguito del quale sono avvenuti degli atti traslativi sempre nello stesso anno).
- Le linee in colore verde derivano da un frazionamento del 1923 (che allego).
- Sul posto le linee verdi indicano degli scoli (presumibile pensare fossero già esistenti nel 1958 al momento del frazionamento vista la nota del tecnico)
- Dal rilievo satellitare le parziali (37,80) e (34=) differiscono di 0,25 cm (da compensare), mentre le parziali 37,45 e 29,60 differiscono di 1,00 ml (sempre da compensare)
- La rototraslazione sulla mappa georefferenziata per inserire il rilievo del '23 porta ad una soluzione per cui gli scoli risultano tutti errati e di conseguenza anche gli scoli e dividenti delle altre proprietà non oggetto di riconfinamento.
- considerando che l’art.950 cc afferma che è corretto l’utilizzo della mappa solo in mancanza di altri elementi certi (in questo caso gli scoli esistenti)
- la risoluzione della riconfinazione utilizzando il frazionamento del 1923 porta ad una soluzione sostanzialmente diversa da quella del 1958 in particolare in corrispondenza dei fabbricati (inalterati), dove dai 2,60 si passa a oltre 4,00.
- le linee verdi non sono in discussione
Per tutte queste considerazioni ma in particolare per i punti 1,3,6 e 8 mi viene da dire che in questo caso è opportuno risolvere la riconfinazione con il solo frazionamento del 1958 in quanto indipendentemente dalla posizione delle dividenti a dx e sx (fraz. del 1923), il frazionamento del 1958 andava a dividere la particella come da volontà delle parti.
Ciao, Eddye,
giuridicamente vale la situazione attuale, perchè se per tanti anni nessuno dei propretari dei terreni confinanti si è curato di riplistinarli, vuol dire che entrambi taciramenrte hanno riconosciuto il confine così com’ è, non puoi pretendere di far corrispondere il confine sul terreno con quello della mappa, è come un’ automobile che nel tempo invecchia se non si cura con la manutenzione, Il catasto ha sopi fiscali come sai.
Per completezza allego risoluzione con solo frazionamento '58 (la prima) e risoluzione con frazionamento anno 1923 + anno 1958.
Cerchio rosso per le misure che trovano maggior riscontro
58.pdf (104,9 KB)
23.pdf (101,0 KB)
Ciao, Eddye,
tecnicamente ti può dare assistenza Gianni Rossi, giuridicamente ti ho detto come stanno le cose a longissimis temporibus, perchè nel nostro ordinamenento giuridico vale il principio che alla situazione di fatto si adegua quella di diritto .come l’ acquisto della proprietà per usucapione.
Buongiorno
E’ comunque “brutto” : all’epoca esisteva una precisa regola catastale che imponeva che le progressive degli “squadri e allineamenti” iniziassero con 0,00 e finissero sulla chiusura con x,xx / (misura sottolineata)
Grazie
Ciao Eddye,
diventa molto complicato ricostruire il tutto esaminando da zero i documenti che hai postato.
Chiamami la prossima settimana che fissiamo un webinar così possiamo condividere lo schermo e mi spieghi bene a voce.
Lunedì 21 sono via tutto il giorno, ma gli altri giorni vanno bene.
Grazie Gianni provo a chiamarti domani così ti spiego meglio





