Riconfinamento terreno

Buonasera e buon anno a chi legge,

devo procedere al riconfinamento delle particelle identificate nell’attuale estratto mappa che allego, rispettivamente al n.3265 confine est e al n.3266 confine ovest.

Ho recuperato presso gli uffici Agenzia Territorio di Bergamo l’unico atto di frazionamento presente nello storico di tale particelle che risale all’anno 1921, che qui allego.

I vertici da materializzare sono quelli evidenziati in colore magenta con i numeri da 1-4 nel file denominato “Dettaglio”, mapp.2057 b-c. In colorazione verde sono i punti da me rilevati appoggiandomi sulla fabbricato di corte da sempre esistente.

Stante le misure riportate sul Tipo di frazionamento dell’anno 1921 tutte arrotondate all’unità, come andreste ad elaborare i punti di riconfinamento 1-2-3-4?

Grazie per l’attenzione

Daniele

Dettaglio.pdf (9,6 MB)

Frazionamento-1921.pdf (2,9 MB)

estratto mappa - fg.limitrofi.pdf (71,3 KB)

Ciao Daniele,
come premessa dò per scontato che sul posto non ci siano materializzazioni che possano far presumere l’esistenza su quelle due linee di un confine di fatto. Poi do per scontato anche che il frazionamento del 1921 sia allegato all’atto di trasferimento così da assumere la valenza della volontà delle parti.

Se quanto sopra è corretto, allora sì, devi ricostruire le linee dal TF e questo caso (classico TF redatto sulla carta) viene definito in letteratura tecnica “atto di aggiornamento non autonomamente ricostruibile”. Significa che i punti da cui quel tecnico ha staccato le misure non sono attualmente individuabili. Non lo erano nemmeno allora, perché redatte a tavolino, ma oggi la situazione è ulteriormente modificata dalle variazioni inerenti le opere stradali coinvolte. Ne consegue che tu non puoi più riprodurre quelle misure sul posto, quindi devi farlo sulla mappa (così come del resto ha agito quel tecnico).

Diventa quindi una riconfinazione mappa-rilievo. Cosa devi fare?

  • Devi reperire sulla mappa, previa idonea georeferenziazione, le coordinate cartografiche di idonei punti di inquadramento (fabbricati) tuttora esistenti. Il fabbricato di corte è già un ottimo elemento perché vicino alle linee, ma te ne servono altri per racchiudere i confini in un poligono.
  • Poi, ovviamente sempre sulla mappa prelevi le coordinate anche dei quattro punti di confine
  • Poi rilevi sul posto gli stessi punti ed elabori la rototraslazione ai minimi quadrati (sovrapposizione) tra mappa e rilievo, valutando gli scarti sui punti di inquadramento, eventualmente eliminando quelli con scarto eccessivo.
  • Da questa sovrapposizione ricavi gli elementi per tracciare i confini sul posto e verifichi dove ricadono rispetto allo stato attuale dei luoghi.

Spero che quanto sopra possa esserti utile.

geom. Gianni Rossi
cell. 3202896417
Email: gianni.rossi@topgeometri.it
www.topgeometri.it
www.corsigeometri.it

Ciao Daniele,

si potrebbe vedere lo stralcio della mappa di impianto ante frazionamento, grazie.

Da quanto vedo la stessa sembraq differire da quella attuale .

Buon pomeriggio e grazie per le risposte, allego estratto mappa cartacea dove però sono già indicati gli identificativi risultanti dal frazionamento. La mappa d’impianto che ho consultato in Catasto aveva i letterali derivanti dal frazionamento del mapp.2057.

Estratto mappa.pdf (1,2 MB)

Buongiorno,

premessa, riprendo il presente argomento che, per sopraggiunte altre priorità, ho lasciato un po’ in disparte ma che ora devo completare.

Premessa : siamo in provincia di Bergamo comune di Pontirolo Nuovo, per la provincia di bergamo, ad oggi, non è possibile scaricare le mappe raster Originali d’impianto da sister/geoweb, ho comunque scaricato le mappe vettoriali in formato cxf e dxf.

- ho recuperato in Catasto il frazionamento del 1921 (unico atto ufficiale da cui è scaturita la consistenza della particella trattata); trattasi della particella n.2057 posta a sud/ovest del frazionamento che allego confine tra le derivate c/d.

Non ho nessun riferimento di coordinate perchè redatto su carta normale, l’unico riferimento materiale è il fabbricato di corte di cui al mapp.2058 che ho provveduto a rilevare.

Non avendo la possibilità di recuperare online le mappe raster di impianto (non mi resta che eventualmente andare materialmente in Catasto a richiederla), chiedo cortesemente un consiglio pratico su come procedere per la corretta individuazione del confine tra le particelle 2057/c e 2057/d.

Grazie per l’attenzione

geom. Daniele Rocco

estratto mappa - fg.limitrofi.pdf (71,3 KB)

Sovrapposizione Rilievo-Mappa dxf.pdf (50,2 KB)

Frazionamento-1921.pdf (2,9 MB)

Save, collega,

se deri ricavare la ninea di confine tra due fondi in base a mappa catastale, non esiste una norma che imponga punti fissi di riferiment o Cass. 16.5.75 n.1898. Se devi trovare il confine tra due fondi per via giudiziaria l’ art. 950 c.c. ciascuno dei proprietari lo deve dimostrare fin dall’ inizio del processo, l’ art. 950 c.c implicitamente richiama l’ art. 2697 del c.c. in tema di dimostrazione. Di solito il giudice quando nomina un consulente gli dice: Dica il CTU, sulla base dei documenti del processo, qual’ è l’ esatta linea di confine, la risposta che gli si può dare è la seguante; se è capace la trovi lei. La giurisprudenza richiama vindicatio duplex incertae partes ** dal latino vuol dire che i due fondi hanno l’ estensione incerta** quindi sulla base dei rispettivi atti di acquisto si possono rilevare le estensioni dei due fondi e quindi tracciare la linea di confine sulla quale vanno apposti i termini art. 951.c.c. quindi il manufatto è il confine certo, dal latino cum finibus cioè che ii fondi contigui sei estendono fino alle rispettive linee della base del manufatto, vi sono no altri casi come quallo dell’ usurpazione di una parte del terreno del vicino, in tal caso ha rilevanza penale; altro caso sussiste quando uno dei proprietari ha trascurato di utilizzare una parte del suo rerreno a favore del vicino che lo utilizzi, in tal caso dopo un ventennio ha il diritto di chiedere al giudice il decreto del modo di acquisto per usucapione sancito dall’ art. 42 della Costituzione italiana , nel senso che la parte del terreno deve produrre ricchezza a chi lo utilizza.

Ringrazio per la risposta, anche se sinceramente, non la trovo molto pertinente con quanto da me richiesto nel post.

Grazie comunque

Non ho capito quello che dici; ai tempi in cui i tecnici del catasto fecero i rilevamenti dei terreni i e ppoi disegnarono a mano le mappe utilizzarono diversi criteri di rilevamento, uno di essi era la poligonale chiusa, che si effettuava orientando il tacheometro il nord magnetico, con la bussola montata sulla base dello strumento, e questo venne effettuato in base alla legge per la perequazione fondiaria n. 3682 del 1986. I punti fiduciali vennero istituiti per regolamento del DM 2 gennaio 1988 n. 28. L’ art. 4 delle preleggi impone che i regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni di legge, su cui prevale la legge Messedaglia quando si vuole determinare il confine in base alla mappa catastale. L’ atto di aggiornamento ha fini fiscali, e riguarda il cataso dei fabbricati second i criteri stabiliti con il DM del 2 gennaio 1998 n 28. in quanto il catasto non è probatorio per la dimostrazione della proprietà fondiaria intesa come diritto di godimento della produzione di ricchezza come quella del meleto, arancento, fichidindieto tutti prodotti vendibibili. ( e x plurimis Cass. 11605 del 1997)

Ciao Daniele,
allora, la prima cosa in assoluto che devi fare è procurarti la mappa d’impianto in formato raster. Ho guardato la situazione che avevo descritto nel mio libro Tecniche di riconfinazione, riscontrando che, non avendovi provveduto il Collegio dei Geometri (come invece in molte altre Province), le mappe d’impianto della Provincia di Bergamo le ha scansionate la Sogei con l’appalto del 2014, conclusosi qualche anno dopo. Devi quindi giocoforza rivolgerti all’Ufficio AdE (Catasto) della Provincia. Anzi, altri colleghi della Lombardia che avevano la stessa esigenza mi hanno riferito che alla fine hanno dovuto rivolgersi alla Direzione Regionale.

È un bene che le mappe d’impianto di Bergamo e Provincia non siano reperibili su Sister perché queste mappe sono già georeferenziate dall’AdE stessa e, come tali, vengono assunte da molti colleghi come le mappe UFFICIALI e CERTIFICATE da cui prelevare le coordinate per ricostruire i confine.

Un abbaglio spaventoso !!!

Tant’è che lo scorso autunno su www.corsigeometri.it gli abbiamo dedicato il corso specifico che vedi qui sotto, nel quale abbiamo sviluppato il confronto tra una di queste mappe georeferenziate dall’AdE e la stessa mappa georeferenziata con le tecniche corrette per eliminarne la deformazione, risultato: la mappa georeferenziata dall’AdE ha evidenziato un errore di oltre 2 metri.

Una volta che hai reperito la mappa d’impianto, le operazioni che devi svolgere sono quelle che ti avevo già descritto nel mio post di gennaio, ma con una variante che mi sento di inserire dopo aver visto in dettaglio questo tuo estratto del TF 1921 in cui vedo che uno dei punti di confine (il 3) cade direttamente sulla parete del fabbricato di corte:

Questa condizione fa rientrare il caso tra quelli in cui va preservata la congruità locale della mappa. Cosa significa? Significa che quel punto non può assolutamente discostarsi dal fabbricato, cosa che succederebbe se gli spigoli del fabbricato stesso fossero sottoposti a rototraslazione ai minimi quadrati su punti esterni a quell’area ristretta, come avviene in un normale caso mappa-rilievo.

Con tale premessa, le operazioni che devi compiere sono queste:

  • Georeferenziare la mappa raster in modo da correggerne la deformazione, cioè riportate i parametri a 200 x 200 m.
  • Prelevare le coordinate dei tre spigoli sui lati Nord ed Est del fabbricato.
  • Ricostruire sulla mappa georeferenziata le linee del TF staccando le misure indicate e reperire così le coordinate mappa dei 4 punti cercati.
  • Rilevare sul posto i tre spigoli del fabbricato.
  • Elaborare la rototraslazione ai minimi quadrati (sovrapposizione) tra mappa e rilievo su quei tre spigoli, valutandone gli scarti.
  • Da questa sovrapposizione ricavi gli elementi per tracciare sul posto i quattro punti di confine e verifichi dove ricadono rispetto allo stato attuale dei luoghi, traendo le opportune conclusioni sulla loro attuale collocazione.

Spero che quanto sopra ti sia utile.

geom. Gianni Rossi
cell. 3202896417
Email: gianni.rossi@topgeometri.it
www.topgeometri.it
www.corsigeometri.it

Ciao Gianni,

grazie per la risposta, in effetti il mio principale dubbio operativo era da quale elemento partire per la georeferenziazione tenuto conto della non disponibilità delle mappe d’impianto; procederò pertanto al recupero della mappa catastale presso gli uffici dell’Agenzia di Bergamo.

A presto

Daniele