Salve. 34 ter comma 4. Vedo che l’argomento è stato trattato ma a me pare che nel caso che propongo ci sia un passo in più. Edificio, oggi dentro ai BBAA (150mt dal fiume), con svariati aspetti minori rientranti nelle tolleranze ccc ma che presenta sin dalla costruzione un portico più grande di qualche mq in difformità dal progetto approvato. E’ stata rilasciata abitabilità con sopralluogo di cui esiste verbale come conforme. Le opere sono evidentemente state eseguite durante i lavori e l’accatastamento dell’epoca fotografa lo stato attuale con la difformità e non il progetto approvato. Secondo l’ufficio tecnico si può applicare l’art 34 ter comma 4 quindi chiedono una comunicazione di ricognizione dello stato del fabbricato (se non interessato nell’imminenza a pratica edilizia) ma hanno molti dubbi sulla questione autorizzativa ambientale non rilevando informazioni in questa fase di “gioventù” delle novità del “salva casa”. La tolleranza di questo tipo, dunque, può superare anche la questione ambientale? e se no come si coordinano le due situazioni? Paolo
A parere del sottoscritto, l’art. 34-ter, comma 4, equipara la fattispecie descritta alle tolleranze costruttive, nel senso che non costituisce violazione edilizia. Di conseguenza, se quanto realizzato rientra nella parziale difformità accertata in sede di sopralluogo e non repressa, non ha rilevanza giuridica.