Usucapione e crimine

Ciao a tutti,
visto che il topic Quando l’usucapione diventa un esproprio privato è stato giustamente utilizzato (anche dal sottoscritto) per esporre casi specifici di pretese e immotivate usucapioni, desidero aprire questo nuovo argomento per tornare sul tema più generale dell’equità di questo istituto giuridico e sul grave rischio che lo stesso favorisca comportamenti del tutto in malafede, quando non addirittura criminali.
E lo faccio prendendo spunto dalla mail che ho ricevuto oggi da un Giudice di un importante Tribunale che ha letto il mio articolo nella pagina principale di www.topgeometri.it. Ve la vi riporto qui sotto (in grassetto) in forma ovviamente anonima, precisandovi che il titolo di questo topic è l’oggetto stesso della mail di questo Giudice.

Gentile geometra buongiorno, sono un giudice del tribunale di ___________ Quanto lei ha scritto a marzo 2020 sulla usucapione aberrante è interessante, io da tempo ritengo che la usucapione sia da abolire perché incentiva il crimine.
Le scrivo per ringraziarla delle sue utili considerazioni e testimonianze.
Cordiali saluti.

Questa mail mi rende molto contento perché significa che l’aberrazione insita nell’istituto dell’usucapione sta emergendo anche tra i Giudici e questo è un primo passo indispensabile per far sì che il Legislatore si renda conto della necessità di una completa revisione della norma.

Come sempre, qualsiasi vosto commento sarà apprezzato.

Ciao Gianni, l’ usucapione dura nei paesi del Mediterraneo e dell’ Asia Minore da oltre 6000 anni, che se ne sia abusato è dovuto a tanti che non hanno capito, compreso quel giudice, la nobiltà dello spirito che l’ anima e la funzione sociale della proprietà difesa dall’ art. 42 della Costituzione italiana che è una delle migliori del mondo, per togliere l’ usucapione si dovrebbe riformare la Costituzione e la legislazione civile, comprese le norme del catasto, infatti l’ imposta si paga sul possesso e sull’ uso di un bene ex ART. 2 del DM 2 gennaio 1998 n. 28. La proprietà si concretizza con l’ uso del bene, nec vi, nec clam, nec precario, lo testimonia perfino Virgilio nell’ Eneide oltre 2000 anni fa quando dice della terra dei Traci " Traces arant", e cioè che ne detenevano il possesso per farla fruttare. Per esempio se il proprietario ha un fondo e lascia ia marcire il frutti non è meglio che ne beneficia chi ha fame? e mantenerlo per trarne profitto?

A quello che ho detto aggiungo che concettualmente tutto si acquista ai fini dell’ uso, anche con atto notarile a titolo oneroso, in tal caso si perfeziona col tempo di usucapione abbreviata.

Buon giorno, scrivo a chi non lo sappia. Si può acquistare per usucapione anche un terreno intestato a ente pubblico tramite la cosiddetta " sdemanializzazione tacita" che si concretizza quando concorrono atti e fatti di univoca direzione che provano che il bene non ha nessuna utilità pubblica o non conviene mantenerne l’ esistenza. Per esempio un relitto stradale derivante da un nuovo tracciato che ha sostituito il primo. Quindi chi l’ ha utilizzato per venti anni ininterrottamente e pubblicamente lo acquista per usucapione e può chiederne il riconoscimento al giudice. Si può acquistare per usucapione anche un bene appartenente a ente pubblico che non sia asservito al demanio.