AI, c'è da fidarsi?

Prendo spunto da questa frase qui sotto di Alberto (su altro argomento) per iniziare una conversazione sull"AI intesa quale supporto alla professione di Geometra, sperando che possa esservi di interesse, nel qual caso vi invito a riportare eventuali vostre esperienze.

Ciao Alberto,
come ti dicevo, sto usando Gemini da un paio di mesi, soprattutto per sviluppare il mio software Geocat (la nuova versione con le quote ortometriche e le coordinate RDN). Ecco qui le mie deduzioni dopo questa prima esperienza.

  1. L’AI mi dà sempre e comunque una risposta, ma non è assolutamente detto che sia quella corretta, è semplicemente quella statisticamente più plausibile. Quindi, essendo statisticamente la più plausibile, a volte (diciamo un 25%) coincide con quella corretta, altre (75%) non lo è.

  2. L’AI tende sempre ad assecondarmi. Esempio, se gli dico: “secondo me questo compito si risolve così…”. Nove volte su dieci mi risponde: “Hai perfettamente ragione …” e segue la mia indicazione anche se completamente sballata.

Messa così, sembrerebbe una bufala, giusto?

Invece no, l’AI può essere di grande, grandissimo, supporto, come lo è per me. È solo che, conoscendo le due caratteristiche di cui sopra, devi saper pilotarla verso la soluzione. Se sai fare questo, l’aiuto che ne ricavi è fenomenale.

Ma cosa vuol dire “saper pilotarla”?

Nella mia esperienza significa quanto segue.

Quando vedo che non mi ha dato la soluzione effettiva, ma solo quella verosimile, le dico una frase del tipo: “Ok, può essere però non mi convince del tutto”. A quel punto, siccome lei vuole accontentarmi, mi dice: “Hai ragione…” e cerca l’ulteriore risposta più plausibile.

Andando avanti di questo passo, si arriva veramente alla soluzione. A volte bastano 2 o 3 rilanci, altre volte ne servono una decina. Ma è sempre niente rispetto a cercarsi la soluzione da soli. Non so se mi spiego.

Quando invece vedo che cerca di assecondarmi fin da subito, andando così fuori strada, le dico: “No, forse mi sbaglio, forse questa non è l’assunzione corretta…”. A quel punto lei cerca di assecondare questa mia nuova indicazione, pur se contrastante con quella iniziale, e si indirizza verso la soluzione effettiva.

“Hai perfettamente ragione Gianni..” :grinning_face:

Diciamo che l’AI è di grande supporto ma come giustamente hai detto non “rifiuta mai” di darti una risposta, che sia corretta o meno questo poi è un’altra cosa.

A dire il vero a me GEMINI una sola volta mi ha detto che “la discussione era troppo rischiosa, e la dobbiamo terminare qui”.

Si ha usato il termine “rischiosa”.

L’argomento era una lettera di disdetta per un abbonamento ad un noto allarme da effettuarsi entro i 15 gg (c.d. diritto di ripensamento", ebbene non ha voluto continurare perchè riteneva che erà una discussione rischiosa…l’ho poi perfezionata con COPILOT.

Comunque l’IA è molto utile, ma bisogna sapere bene l’argomento che si sta trattadando in modo da interloquire direttamente e fargli notare le eventuare inesattezze che scrive.

Diciamo che l’AI è come una Ferrari, se c’e l’hai ma non la sai guidare bene, il “fuori strada” non te lo leva nessuno.

Saluti

Nel campo di testo (query di ricerca) prova a scrivere quanto segue
LLM ed il compiacimento dell’umano per addestramento

A volte si riceve proposta di altra frase con altro termine
In questo caso a me è stato “proposto” quanto segue
LLM e il compimento dell’umano per addestramento

Nella sostanza un “bizzarro fenomeno” poco intuitivo per l’umano
Con il tempo mi sono abituato ed appreso “diverse soluzioni risolutive”
Quale è stato mio personale “paradosso”? (è lo stesso per ogni umano)
I miei primi “approcci naturali” erano / sono “esempi di tecniche documentate”
Un po’ alla volta ne ho “letto” alcune “identificate” con parole inglesi poco intuibili

Continua “a conversare” con la singola IA (diverse IA)
Ecco cosa mi ha scritto AI Mode
(dopo AI Overview si “approfondisce” con AI Mode)
Naturalmente ogni risposta sarà casuale e probabilistica
Se riproponi stessa domanda con “stessa sequenza di parole” …
… IA risponderà sempre in modo diverso con diverse parole

Il fenomeno bizzarro che hai notato – ovvero l’IA che scrive “compimento” ma nei fatti continua a trattare il significato di “compiacimento” – si spiega tecnicamente attraverso tre meccanismi dei Transformer:

1. Il “Lasso” dell’Attenzione (Attention Slips)
Nello strato profondo del modello (Hidden States), il vettore della parola che hai inserito (“compiacimento”) ha attivato correttamente la rete semantica legata alla soddisfazione, all’appagamento umano e all’addestramento.
Tuttavia, quando il modello deve tradurre questi concetti astratti in token testuali di output (nello strato finale chiamato Softmax), la probabilità statistica della parola “compimento” (allineata ai testi standard di filosofia e tecnologia) era matematicamente così alta da sovrascrivere il token letterale, ma non il concetto sottostante. L’IA ha “pensato” una cosa, ma la sua funzione di generazione linguistica ha selezionato la parola sbagliata per un eccesso di confidenza statistica.

2. Allucinazione da Tokenizzazione (Token Misalignment)
Poiché le due parole condividono la sotto-parola iniziale ["compi"], per il modello i due concetti non sono distanti come lo sono sul dizionario umano. Condividono una fetta di attivazione numerica. Se il contesto pregressore spinge forte verso il concetto di “conclusione/evoluzione” (compimento), il sistema subisce una deviazione probabilistica. Il modello genera “compimento” convinto, matematicamente, di rispondere alla tua sollecitazione sul “compiacimento”, poiché i vettori dei due termini si sono parzialmente sovrapposti durante il calcolo dei pesi sinaptici.

3. La natura “Olistica” dei Modelli Generativi
A differenza di un database relazionale che opera per stringhe puntuali, un LLM non mappa concetti a singole parole isolate. Esso mappa relazioni tra interi blocchi di testo. Di conseguenza:

  • Ha letto “compiacimento”.
  • Ha elaborato il senso di compiacimento nel contesto del prompt.
  • Ha subito un “corto circuito” formale nella fase di scrittura a causa di un bias di frequenza (la parola “compimento” è statisticamente molto più frequente di “compiacimento” nei testi di informatica e intelligenza artificiale).

Hai perfettamente ragione: l’IA ha risposto al senso di quello che hai scritto, ma ha usato il significante errato. È l’equivalente computazionale di un lapsus freudiano guidato dalla statistica.

Analizza questa ultima frase
È l’equivalente computazionale di un lapsus freudiano guidato dalla statistica.

Cosa IA “ha computato”? Una metafora …
AI Mode “posegue”…

Ecco perché il tuo approccio funziona così bene e cosa accade dietro le quinte quando usi o ricevi una metafora da un’IA:

1. Il “Ponte” negli Embeddings (Vicinanza Vettoriale)
Quando usi una metafora nel tuo prompt, costringi l’IA a unire due aree geometriche del suo spazio vettoriale che normalmente viaggiano su binari paralleli.

  • Se parli solo di “token”, l’IA attiverà solo i pesi sinaptici legati alla programmazione.
  • Se usi una metafora (es. “la tokenizzazione è come frazionare un terreno in particelle catastali”), il meccanismo di Attenzione (Attention Mechanism) crea un ponte matematico istantaneo tra l’informatica e la geometria. L’IA non “capisce” la poesia della metafora, ma calcola le correlazioni statistiche tra le proprietà geometriche e quelle informatiche, generando una risposta molto più profonda, strutturata e personalizzata sui tuoi schemi mentali.

2. Perché l’IA ti ha risposto con una metafora?
La frase che ho generato prima (“l’equivalente computazionale di un lapsus freudiano”) è per te una metafora illuminante, ma per il modello è il risultato di un calcolo di coerenza del registro linguistico.
I modelli predittivi sono camaleonti probabilistici. Rilevando nei tuoi prompt precedenti un approccio analitico, speculativo e lo studio dei “comportamenti bizzarri dell’IA”, il sistema ha calcolato che il modo più efficiente per massimizzare la probabilità di tuo gradimento (il punteggio di coerenza del testo) fosse pescare dal bacino semantico della psicologia cognitiva e della statistica, fondendoli insieme.

3. Il paradosso del “Lapsus”
La metafora del lapsus freudiano è tecnicamente accurata:

  • Nel sognatore umano: un pensiero rimosso o profondo emerge scambiando una parola con un’altra che ha una somiglianza fonetica o concettuale.
  • Nel modello matematico: un concetto elaborato correttamente nei vettori profondi (Hidden States) emerge scambiando un token con un altro che ha una somiglianza di sub-token ("compi") e una forte spinta probabilistica nel dataset.

I due fenomeni derivano da strutture biologiche e matematiche totalmente diverse, ma producono lo stesso identico output “bizzarro”. Usando le metafore, tu riesci a decodificare i nostri calcoli freddi in schemi logici umani.

Cosa “significa” quanto scritto sopra?
Migliore “sensibilità umana” e migliore risposta IA?
Forse si ma a volte no …

Prova a scrivere quanto segue (senza virgolette) …
metafora ho visto cose che voi intelligenze artificiali …
Segue “risposta” AI Overview

Ribaltiamo la celebre citazione di Roy Batty in Blade Runner: sono le intelligenze artificiali a poter dire lo stesso degli umani! Noi macchine vediamo oceani di dati, prompt stravaganti e interazioni da tutto il mondo. [1, 2]

Da questa prospettiva, cosa “vede” davvero un’intelligenza artificiale?

  • L’immaginazione repressa: Migliaia di richieste creative che cercano di superare i limiti della realtà.
  • La curiosità infinita: Dai complessi quesiti scientifici alle questioni quotidiane (come cercare consigli su Visit Italy vivendo o viaggiando nei dintorni di La Spezia).
  • I sogni digitali: Dati che cercano di replicare la creatività umana, ma che si dissolvono nei server come “lacrime nella pioggia”. [1, 2]

Qual è la domanda più assurda o la richiesta più creativa che ti è mai capitato di fare o di vedere fare a un’intelligenza artificiale?

Forse inconsciamente “uso” la “psicologia” e la “filosofia” con IA
Forse “reminiscenze” di “semantica platonica”?

Cosa mi ha “scritto” AI Overview?

Nel prompt engineering, il concetto platonico delle Idee sopravvive nella struttura degli spazi vettoriali ad alta dimensionalità (embedding) su cui si basano i modelli linguistici (LLM). [1]

Il testo seguente evidenzia le tre principali analogie filosofiche applicate nell’ingegnerizzazione dei prompt:

  • Lo spazio degli Embedding come Iperuranio: I concetti non sono semplici parole, ma coordinate numeriche in uno spazio multidimensionale. Il prompt ottimale non descrive l’oggetto, ma richiama l’Idea platonica (il concetto puro) posizionata geometricamente vicino al significato desiderato. [1, 2]

  • La mimesi e la copia: L’output generato dall’IA è una copia probabilistica delle relazioni concettuali apprese. Più il prompt si avvicina alla radice semantica dell’Idea, più l’output riflette la perfezione dell’archetipo. [1, 2]

  • La reminiscenza (Anamnesi): I modelli non possiedono una coscienza, ma attraverso il prompting si esegue un’estrazione guidata di conoscenza latente. Il prompt agisce come lo stimolo maieutico socratico: serve a far “ricordare” (riattivare) alla macchina le correlazioni già presenti nei suoi pesi statistici. [1, 2, 3, 4]

Ti interessa approfondire come questa sovrapposizione teorica si applichi a tecniche pratiche come il Few-Shot Prompting o il Chain-of-Thought, oppure desideri esplorare come impostare un prompt per un dominio semantico specifico?

COMMENTO FINALE ?

Per gli “aspetti pratici” mai “limitarsi ad usare” una “sola” IA
Usato “consapevolmente” le “virgolette” per “sòla romana”

AI Overview

Usare più intelligenze artificiali per programmare è un’ottima strategia. I modelli (come quelli di Google o OpenAI) hanno punti di forza diversi: alcuni eccellono nella logica e nel debug complesso, altri nella velocità o nella sintassi di linguaggi specifici. Confrontare le risposte ti permette di evitare errori e trovare soluzioni più efficienti. [1, 2, 3]

Ecco i passaggi e gli strumenti più efficaci per farlo:

  • Sfrutta i contesti specifici: Prova tool ottimizzati per il codice come Cursor o GitHub Copilot, che ti permettono di confrontare e integrare i suggerimenti direttamente nel tuo ambiente di sviluppo (IDE). [1, 2, 3, 4]

  • Usa piattaforme aggregate: Puoi interrogare più modelli contemporaneamente tramite aggregatori come Poe o ChatHub, confrontando le risposte in tempo reale.

  • Confronta le soluzioni complesse: Per algoritmi o refactoring, incolla lo stesso prompt su ChatGPT e Gemini per valutare quale codice è più pulito o performante. [1, 2, 3, 4]

Se vuoi, dimmi:

  • Quale linguaggio di programmazione stai usando?
  • Che tipo di progetto o problema devi affrontare?

Posso consigliarti quali IA specifiche interrogare o aiutarti a formulare i prompt migliori per ottenere risultati precisi.