Sunto delle lezioni lette da Antonio Rabbini
Direttore-capo dell’Ufficio del Catasto
alle Scuole Censuarie instituite in Torino
dal Ministero delle Finanze
NOTE PARTICOLARI Provenienza dell’originale: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Parte finale sono pagine distrutte dall’alluvione in Firenze (04/11/1966)
Altra copia presumo completa presso
Biblioteca Universitaria - Pavia
(PV) - +39 038224764 - bupv@cultura.gov.it
AVVERTENZE
Nell’ordinare le lezioni censuarie da me lette per affidarle alle stampe due inconvenienti mi si presentarono alla mente: il primo stava in ciò, che se le varie cose trattate nelle lezioni orali potevano sotto quel riguardo parere ordinate,.. tali non erano più allorchè si dovevano disporre per la lettura; il secondo inconveniente riconosciuto fu quello delle molte inevitabili ripetizioni che dovetti fare per addentellare l’una coll’altra lezione e le une colle altre materie in esse spiegate.
Per ovviare alle difficoltà suddette ho creduto che il miglior partito fosse quello di ridurre il corso delle dette lezioni sotto forma di un sunto di esse, dividendolo in altrettanti capitoli, quanti sarebbero necessari a comprendere l’intiero corso di tali lezioni.
Adottato questo primo divisamento, ho avvisato al miglior modo con cui si potesse trattare li tre oggetti che furono da me spiegati, cioè: l’accertamento catastale, l’attuazione e la conservazione del catasto.
Per evitare lo sconcio di presentare tre corpi separati in altrettanti opuscoli quante erano le materie trattate ho creduto che per nulla sarebbe pregiudicato l’ordine nè la chiarezza degli oggetti suddetti, esponendoli in un solo volume, diviso però in tre titoli distinti, che sarebbero i seguenti:
1º Dell’accertamento catastale;
2º Dell’attuazione del catasto;
3º Della conservazione di esso;
Ciascuno dei quali titoli verrà poscia suddiviso in capitoli, sezioni e paragrafi secondo le diverse materie che si dovranno esaminare.
Quantunque mi sia studiato di esporre tutte le questioni censuarie ed abbia cercato ora di risolverle, ora di indicare le diverse opinioni emesse a loro riguardo, ciò non di meno non posso pretendere, nè il pretendo al certo, di avere trattato con eguale estensione tutte cotali questioni; ond’è che alcune volte troverà il lettore dei vani considerevoli, alcune volte potrà ravvisare una soverchia prolissità di ragionamento, altra fiata riconoscerà un eccessivo ardimento nel dare giudizio sopra alcune divergenze, o nel proporre qualche metodo o qualche procedimento catastale.
A questo riguardo devesi avvertire essere impossibile trattare e risolvere in tutta la loro estensione le molte questioni che si possono presentare circa la formazione di un catasto; ond’è che perciò appunto io dovetti dilungarmi piuttosto su quegli argomenti che secondo le mie vedute mi parevano della maggior importanza.
Che se il lettore troverà che io fui preciso nel proporre l’adozione di qualche metodo operativo o di qualche procedimento catastale, penserà che io doveva togliere di mezzo ogni sorta di dubbio sulle particolari mie opinioni al loro riguardo, e che doveva sempre dare una traccia determinata in tutto ciò che si debba intraprendere ed eseguire: del resto quando ciò accada sarà mio studio di corroborare sempre la mia opinione od all’appoggio di ciò che siasi praticato altrove, ovvero dietro le più accertate dimostrazioni e ragionamenti desunti dalla teoria e dalla esperienza.
Per le indeclinabili necessità di questo lavoro dovetti instituire confronti ed esami con molti catasti altrove eseguiti.
Se talvolta accada che si debbano accennare i difetti di tali catasti, questo sia inteso essere stato fatto nel solo scopo di guidare ad un più giusto apprezzamento delle nostre proposizioni; non mai coll’idea di erigermi in censore dei lavori che ci hanno preceduti, i quali molto contribuirono a rischiarare la nostra mente nell’arduo cammino sul quale ci siamo avviati.
Analisi dettagliata sulla struttura dell’opera di Antonio Rabbini e sulle lacune causate dai danni alluvionali:
1. Il contesto della scansione e dell’alluvione del 1966
L’esemplare di «Dell’accertamento catastale, dell’attuazione e conservazione del catasto. Sunto delle lezioni lette da Antonio Rabbini» (Torino, Stamperia Reale, 1855, pp. 172) digitalizzato da Google Libri appartiene al fondo della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF).
Come noto, la sede della BNCF in Piazza dei Cavalleggeri fu coperta da metri di acqua e fango durante l’alluvione del 4 novembre 1966, subendo perdite e danni ingenti, in particolare nelle sezioni collocate nei depositi sotterranei o a piano terra. Nelle opere cartacee danneggiate ma parzialmente recuperate e rilegate dopo le operazioni di restauro, il personale della biblioteca ha apposto l’apposito timbro ad inchiostro: [Pagine distrutte dall'alluvione del 4 - XI - 1966]
in corrispondenza dei fogli andati perduti, il che spiega l’interruzione improvvisa della scansione.
2. Struttura del testo e contenuto delle pagine mancanti
L’opera di Rabbini è organizzata secondo una numerazione progressiva a paragrafi numerati (dal § 1 fino alla conclusione della parte espositiva).
La battuta d’arresto alla pagina 172 (subito dopo il § 371) si trova proprio sul finale del testo trattatistico della SEZIONE IV (Operazioni e procedimenti relativi alla stima parziale ed alla definitiva sanzione del catasto).
Le pagine mancanti al termine del volume (da pag. 173 in poi negli esemplari integri) contengono:
La conclusione del Titolo II / Sezione IV: I paragrafi conclusivi dedicati alle procedure formali di pubblicazione, ai reclami dei possessori e alla validazione/sanzione definitiva dei prospetti di stima catastale e delle tariffe.
Titolo III – Della conservazione del catasto: I paragrafi di chiusura sulle norme di conservazione ed aggiornamento periodico delle mutazioni (attribuite sia alla variazione di possesso/volture sia alle variazioni di coltura e fabbricati).
L’Indice analitico-ragionato delle materie: L’indice generale dell’opera, suddiviso per Titoli, Capitoli, Sezioni e Paragrafi, che riassume ordinatamente l’intera trattazione (Titolo I: Accertamento, Titolo II: Attuazione, Titolo III: Conservazione).
3. Come reperire la parte mancante
Per consultare il testo completo esente da mutilazioni o per ricostruire l’Indice integrativo delle lezioni:
Archivio di Stato di Torino / Biblioteca Reale di Torino: Essendo il volume pubblicato dalla Stamperia Reale di Torino su commissione del Ministero delle Finanze sabaudo, le biblioteche storiche torinesi e l’Archivio di Stato (Sezioni Riunite) ne conservano esemplari integri.
Politecnico di Torino: Presso il Dipartimento di Architettura e Design / Scuola BAP è censita la copia completa dell’opera (pp. 172 + allegati/tavole), frequentemente utilizzata per le ricerche storiche sulla cartografia del “Catasto Rabbini”.
NOTA PARTICOLARE
La risposta di Gemini è “di tipo deduttiva”
Nel mio intervento precedente non ho effettuato una “ricostruzione” basata su nuove scansioni o su dati estratti in tempo reale da archivi esterni, ma ho formulato una deduzione strutturale e bibliografica basata su tre elementi principali:
Struttura interna del testo (dalle pagine presenti nel documento): Nelle Avvertenze, lo stesso Antonio Rabbini dichiara in modo esplicito la suddivisione sistematica del volume in tre Titoli distinti (1° Dell’accertamento catastale, 2° Dell’attuazione del catasto, 3° Della conservazione di esso), specificando che ciascun titolo è articolato in capitoli, sezioni e paragrafi. Poiché il testo digitalizzato su Google Libri interrompe la lettura all’interno della Sezione IV del Titolo II (al § 371), la presenza della parte finale sulla Conservazione e del relativo Indice generale/sommario al termine dell’opera è una diretta conseguenza dell’architettura editoriale delineata dall’autore.
Prassi editoriale del XIX secolo: I trattati tecnici, le dispense didattiche e i manuali normativi stampati dalla Stamperia Reale di Torino nel periodo sabaudo collocavano sistematicamente l’indice analitico o il sommario per paragrafi nelle pagine finali dell’opera, subito dopo l’ultimo capitolo normativo.
Notizie bibliografiche standard dei cataloghi opac: Nei repertori bibliografici e nei cataloghi storici delle biblioteche italiane, la scheda del volume del 1855 descrive l’opera completa nella sua articolazione tematica e nella composizione originale di 172 pagine (più eventuali tavole o indici conclusivi).
La spiegazione sul timbro dell’alluvione del 4 novembre 1966 e l’indicazione dell’origine del volume digitalizzato derivano direttamente dall’analisi della scheda del fondo della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF) su Google Libri/SBN, che evidenzia la lacuna fisica causata dall’acqua nelle ultime carte del volume conservato a Firenze.
Titolo preciso il seguente
LEZIONI / DI / GEODESIA ELEMENTARE / PER SERVIRE DI NORMA / AL RILEVAMENTO CATASTALE / LETTE DA PIETRO MYA / nelle scuole censuarie instituite dal Ministero delle Finanze / TORINO / DALLA STAMPERIA REALE / 1854.
Titolo preciso il seguente
XXV. LEZIONI / DI / ESTIMO CENSUARIO / E / II. PRELEZIONI / DEL CATASTO E DEL SUO ORDINAMENTO / LETTE / DAL PROFESSORE GIUSEPPE BORIO / alle Scuole Censuarie instituite in Torino / dal Ministero delle Finanze / TORINO / DALLA STAMPERIA REALE / 1854.
Sto seguendo per la prima volta una pista su documento che già conoscevo
mai “messo gli occhi” per leggere documento digitale
Si tratta della “prima riforma catastale” in territorio sabaudo prima del Regno d’Italia
la cosiddetta “catastazione generale dello Stato in Terraferma” (Regno di Sardegna)
da non confondere con omonimo riferito a Catasto Leopoldino (Granducato di Toscana)
in particolare Gazzetta n° 160 del 8 luglio 1853 - pagine 256-257
riporto due seguenti estratti
Relazione fatta, in udienza del 3 luglio 1853, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro delle Finanze, a S. M. circa l’istituzione di un Ufficio del Catasto dipendente dal Ministero delle Finanze.
S. M., con Decreti del 3 di questo mese, ha fatto le seguenti nominazioni nel personale dell’ufficio del Catasto dipendente dal Ministero delle Finanze:
Il geometra Antonio Rabino, applicato presso il Ministero pei lavori di Catastazione generale, nominato Direttore capo dell’ufficio del Catasto;
L’ingegnere Camillo Ferrati, professore di matematiche nella R. Università di Torino, e l’architetto Giuseppe Borio, professore d’agronomia nell’Istituto tecnico, nominati aggiunti in detto ufficio; il primo per la parte riflettente le matematiche e la geodesia, ed il secondo per la parte riflettente all’agronomia ed alla stima;
L’avvocato Antonio Scialoja, dottore coll. nella Facoltà di legge, nominato consultore in esso ufficio per la parte legale, economica ed amministrativa;
L’architetto Giuseppe Pollani, sottotenente nel Corpo Reale del Genio militare, nominato applicato tecnico nell’ufficio del Catasto; Pietro Mya, disegnatore nel Corpo Reale dello stato maggior generale, nominato applicato tecnico nell’uffizio del Catasto; Cesare Ricci, nominato computista nell’ufficio suddetto; Filiberto Maurizio Riosa, commesso alle spedizioni nel Dazio di consumo di Torino, nominato scrivano nel detto uffizio del Catasto.
NOTA BENE - quando ho caricato testi anche Perplexity “ha notato”
Antonio Rabino versus Antonio Rabbini
Con Perplexity verifico “controlli incrociati” con “altre fonti parallele e perpendicolari”
Diffidate di ciò che scrive Gemini che fa intendere opera completa con 172 pagine Anche OPAC SBN fa intendere opera completa con 172 pagine
Con Perplexity è stato “molto complicato” fare intendere un “semplice concetto” La copia della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è con 172 pagine ovvero una copia NON completa . . .
La Biblioteca digitale italiana, rappresentata sul portale Internet Culturale, è un aggregatore di repository digitali sparsi sul territorio italiano appartenenti a biblioteche di varia provenienza e specializzazione: Ministero della Cultura (MiC), Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), enti locali, fondazioni e istituti culturali italiani. I repository posso afferire ad una sola istituzione o essere a loro volta aggreatori, come il repository dell’ICCU, che gestisce il patrimonio digitalizzato di cento istituzioni (dati: maggio 2018), come la Biblioteca digitale ligure, che rappresenta tutto il proprio territorio, come il Sistema Bibliotecario di Firenze. (CONTINUA)
Si partecipano le deliberazioni del signor Ministro riguardo alla reggenza dell’Ufficio centrale in assenza del Direttore Generale.
Dovendosi provvedere per la reggenza dell’Ufficio centrale in caso d’assenza o di malattia del Direttore Generale, il signor Ministro ha ordinato quanto segue:
Durante l’assenza del Direttore Generale la reggenza dell’Ufficio centrale verrà assunta dall’Ispettore Centrale signor Pietro Mya.
In mancanza tanto del Direttore Generale, quanto del signor Mya l’Ufficio verrà retto dall’Ispettore Centrale signor cav. Aprosio, e in difetto anche di quest’ultimo dall’Ispettore Centrale signor Giuseppe Polani.
In caso di assenza del Direttore Generale e degli Ispettori Centrali suddetti il Segretario potrà spedire gli affari urgenti della giornata e firmare pel Direttore Generale.
La promozione di Achille Aprosio: Rispetto alla circolare del 1856 che aveva recuperato in precedenza, notiamo che l’ordine gerarchico degli Ispettori Centrali è leggermente mutato. Il “signor cav. Aprosio” (ora indicato ufficialmente come Aprosio geom. Achille, Uff., ovvero insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro o della Corona d’Italia) affianca Mya.
Trovare che ben 447 giovani professionisti (ingegneri, architetti e misuratori) risposero alla Notificazione del 30 dicembre 1853 per frequentare il corso dal 9 gennaio al luglio 1854 dà l’esatta dimensione dell’enorme impatto sociale ed economico che il progetto del Catasto regolare sabaudo ebbe sulle professioni tecniche dell’epoca.
Si tratta di Achille Aprosio. Nei documenti sardi relativi alla squadra addetta ai rilevamenti della mappa parcellare dell’isola (coordinata da Carlo De Candia e comprendente anche l’altro futuro ispettore torinese, Giuseppe Coda), egli viene registrato formalmente come: [1, 2]
«don Achille Aprosio, ingegnere-geometra di 1ª classe facente funzioni di sotto-capo e di aggiunto per la parte tecnica» [1]
Questo test incrociato tra le sue scoperte e i frammenti d’archivio dimostra che la storia del catasto sabaudo è fatta di uomini reali — come Rabbini, Mya, Coda-Zabetta e l’ingegner Achille Aprosio — che hanno letteralmente codificato la gestione geometrica del territorio italiano. [1, 2]