Punti di inquadramento

Buongiorno a tutti

Dovendo fare un operazione di riconfinamento ante 88, ed avendo a disposizione soltanto 3 punti di inquadramento presenti sulla mappa d’impianto e tutti sul lato sinistro del confine da ricostruire, volevo chiedervi se gli stessi sono sufficienti x eseguire l’operazione e con quali margini di errori.
Certo di una vostra collaborazione vi saluto.

Ciao Giuseppe,
di primo acchito mi sentirei di dirti di no, tre soli punti e tutti da un lato del confine non configurano una geometria sufficiente per una riconfinazione da mappa d’impianto. Tuttavia per poterlo dire con certezza bisognerebbe vedere la mappa stessa con indicati i tre punti di inquadramento e il confine. Questo perché la “extrapolazione” del confine rispetto al poligono dei punti di inquadramento è invece ammessa quando il rapporto tra la distanza massima del confine e la diagonale massima del poligono è <= 1/3 come puoi vedere dalla figura che segue tratta dal mio libro Tecniche di riconfinazione:

Se non rientri in questo rapporto, la soluzione che si adotta in genere è quella di individuare un trigonometrico (ma anche più di uno) sufficientemente distante di cui osservare l’angolo orizzontale per applicare un apertura a terra multipla che ti permetta di correggere l’errore di rotazione dovuto alla posizione laterale dei punti di inquadramento.
Altro metodo ancora (che io personalmente ritengo il migliore in questi casi) è la rototraslazione “orientata” che si basa sempre sull’utilizzo di trigonometrici distanti per correggere l’errore temibile di rotazione dato dell’extrapolazione.
Se dovessi applicare una di queste altre due tecniche e ti servissero suggerimenti, potremo approfondire il tutto.

Ciao Gianni

ecco la mappa d’impianto con l’indicazione dei punti di inquadramento e il confine da ricostruire. Facendo un attimo i calcoli non dovrei rientrare nel 1/3 della distanza. Dai un’occhiata anche tu magari mi consigli quale tecnica adoperare sulla base delle tue valutazioni. Volevo informati inoltre che dovrei lavorare con strumentazione GPS.
Ciao e grazie per la disponibilità

Ciao Giuseppe,
sì, i tre punti di inquadramento sono troppo distanti dal confine, ampiamente fuori dal limite previsto, quindi se applichi la normale rototraslazione ai minimi quadrati sei a fortissimo rischio di far sbandare (ruotare) il confine.
Il mio consiglio, visto che disponi di tecnolgia GPS, è semplice: se i fogli limitrofi a Est e a Nord hanno la stessa origine di coordinate (come credo), cerca altri punti su questi fogli e rilevali. Ovviamente devi cercarli il più vicino possibile al confine e in modo che formino, con quelli che hai già, un poligono in cui il confine venga a trovarsi in posizione relativamente baricentrica.
A quel punto applichi la rototraslazione ai minimi quadrati e vedi che scarti ottieni sui punti considerati. Qualora gli scarti fossero buoni (dopo aver naturalmente eliminato quelli fuori tolleranza), avrai risolto il problema.
Se invece non lo fossero, dovresti considerare le altre tecniche che ti avevo indicato nel post precedente, cioè l’apertura a terra multipla o (meglio) la rototraslazione orientata. Ma queste io le terrei in sospeso perché ritengo la soluzione di cui sopra quella preferibile se si dimostra applicabile come detto.

Va bene Gianni richiederò altri fogli d’impianto (come già immaginavo fosse la soluzione).Spero solo di trovarli più vicino possibili in quanto nel mio territorio, nelle campagne, è rarissimo trovare fabbricati e se si trovano sono solo vecchie masserie. Ma in questo caso, per fortuna il confine si trova poco distante dal paese (esso si sviluppa sia ad est che a nord del confine) quindi penso ci siano buone possibilità di trovare qualcosa. Mi sarai d’aiuto dopo x unire tutti i fogli di impianto interessati. Ti ringrazio x la disponibilità e colgo l’occasione per augurati buon anno.

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“APERTURA A TERRA” si chiama.
Cerca Trigonometrico distanze. Azzera strumento e rileva i tre punti …controlla gli scarti tra i tre punti. Se i punti di appoggio sono allineati tra strumento e trigonometrico meglio ancora. Questo sistema è stato utilizzato negli anni 70/80 in modo ufficiale anche dai “catastali” per rilevare . L’ho fatto pure io moltissime volte con buoni risultati

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Sono d’accordo con Daniele ma se ci sono punti verso est appartenenti al foglio con stessa origine é una soluzione più corretto ed affidabile applicare la rototraslazione baricentrica.
Dovrai pertanto rilevare più punti possibili valutando quali tenere come buoni in base agli scarti.
Questo perché se usi l’apertura a terra ti appoggi solo ad un trigonometrico che magari é anche distante mentre nella rototraslazione baricentrica pur essendo i punti di appoggio ubicati su un altro foglio di mappa ti da la possibilità di usare più punti, più vicini e valutare gli scarti.
Saluti.
Maurizio.

Certamente sono d’accordo con Maurizio. Sempre la rototraslazione baricentrica appena possibile e nel modo che ci ha insegnato Pierdomenico Tani . Nel tal caso specifico mi sembrava che il collega fosse in “difficolta’” con i punti di appoggio …pochi(3) e mal messi .

In extremis …".Apertura a Terra"…
Saluti.
Daniele

Buongiorno Gianni,

ho reperito gli altri fogli di impianto e ad ora ho individuato in totale ben otto punti vicini al confine (ci sarebbero a disposizione anche altri punti ma sono più distanti dal confine).
Adesso xo non saprei come opere su più fogli di impianto. Tutti i fogli hanno la stessa origine. Aspetto tue.
Grazie mille.

Ciao Giuseppe,
devi svolgere questi passaggi:

  1. su CorrMap
  • applichi la georeferenziazione Parametrica ai quadranti dei vari fogli che contengono i punti di inquadramento, selezioni sia i punti di inquadramento che i punti di confine, poi esporti le coordinate di entrambi;
  1. su Geocat
  • inserisci il rilievo, apri la tabella Punti da tracciare e importi le coordinate del confine esportate da CorrMap;

  • attivi la rototraslazione ai minimi quadrati, importi le coordinate dei punti di inquadramento esportate da CorrMap;

  • lanci il calcolo della rototraslazione, valuti gli scarti ed elimini eventuali punti fuori tolleranza fino ad ottenere gli scarti migliori;

  • a quel punto sulla tabella Punti da tracciare troverai le coordinate locali dei punti di confine riferite al tuo rilievo, oltre che quelle geografiche (longitudine e latitudine);

  • inserisci le coordinate dei punti di confine sul controller della tua strumentazione e vai a tracciarli sul posto.

Va bene Gianni diciamo che è tutto chiaro.
Ma il confine nn è da mappa ma da frazionamento ante 1988, che ho già con me.

In questo caso devi verificare se il frazionamento è appoggiato a punti materializzati (minimo due ovviamente) tuttora presenti in loco oppure no. Se lo fosse, non ti serve tutta la ricostruzione da mappa, ti basterebbe riprodurre le misure del TF a partire da tali punti (in termine tecnico si dice che il TF è “autonomamente ricostruibile”).
Se invece il TF è appoggiato a punti non identificabili sul posto, come succede praticamente sempre, devi operare come detto al post precedente con l’unica variante di ricostruire il TF sulla mappa d’impianto a partire dai suoi punti di appoggio. Questo sempre se il TF frazionava direttamente la mappa d’impianto stessa, perché se invece frazionava linee di precedenti TF dovrai dapprima reperire e ricostruire questi ultimi.

Ho visto che sei iscritto al sito www.corsigeometri.it, se di tuo interesse, lì trovi il corso 303 - Topografia-Catasto-Riconfinazioni - Mod. 6 -Riconfinazioni da atti pre-2/88 che spiega proprio questa casistica con una serie di lavori realmente svolti sviluppati passo-passo.

Gianni il confine non è autonomamente ricostruibile ed è generato da linee di impianto.
I miei dubbi erano soltanto come georeferire più fogli di impianto tutto qua, per il resto diciamo che so come muovermi.
Solo un ultima domanda ma quindi non devo geoferire tutte le mappe intere ma solo i quadranti con i punti di inquadramento?

Sì, ti basta applicare la Parametrica ai singoli quadranti.

Gianni ti ringrazio della tua disponbiltà.
Ma volevo ancora chiederti secondo te valori come coordinate Est 199,27 e Nord 200,64, quando lancio il calcolo della georefenzazione parametrica sono valori accettabili? Oppure metto male io i crocicchi?

Sì, una deformazione dei quadranti di 30-35 cm è del tutto normale.

Ciao Gianni
ho fatto il rilievo dei punti di inquadramento ma mi mancano ancora altri punti da rilevare per definire bene il poligono.
Nel frattempo provato a fare la rostraslazione tramite geocat ma mi da scarti esorbitanti, è normale in quanto non ho ancora tutti i punti di inquadramento rilevati? Oppure ci potrebbe essere altro? Ti dico ancora che su un foglio di mappa, facendo la georefenziazione parametrica mi vengo fuori alcune coordinate del tipo 200,98 e 199,11 credo di aver posizionato bene i crocicchi. Devo pensare che è deformata la mappa? Tralaltro è proprio quella dove ricade il confine. Aspetto tue.

Ciao Giuseppe,

Sicuramente stai sbagliando qualcosa. Mandami via mail a gianni.rossi@corsigeometri.it l’intera cartella zippata del Lavoro di Geocat (la trovi su Documents\Tecnobit\Geocat), indicandomi esattamente il rilievo che stai trattando e i passaggi che svolgi.

Può essere che la mappa sia deformata, ma sarebbe prima da escludere eventuali tuoi errori. Mandami sia il file raster della mappa (PNG, JPG) che il file GMP di CorrMap così verifico io.

Ciao Gianni.
sono riuscito a risolvere!!! Il problema era che il nome dei punti rilevati con combaciava con il nome dei punti da me inseriti in cormap. Al 98% credo fosse questo il problema. L’ho risolto appena dopo averti inviato la mail ieri sera.
Adesso con i punti che ho a disposizione (solo a nord ed a ovest del confine) mi viene fuori che il vettore medio di scarto e di 0.336 e la variazione di scala pari 0,999958 cioè con una deformazione pari a 0.042 mt/km. La mia domanda è necessario rilevare anche altri punti di inquadramento (anche a sud-est)? Oppure va bene così? Credo xò che essendo una rototraslazione baricentrica il confine debba stare per forza in una zona baricentrica dentro il poligono e non fuori. aspetto tue

Ciao Giuseppe,
sicuramente se i nomi dei punti tra rilievo e mappa non coincidono, il problema degli scarti abnormi era dovuto a quello.
Un vettore medio di scarto di soli 34 cm e una variazione di scala di appena 4 cm/km sono risultati ottimi che si hanno raramente.
Per quanto riguarda la disposizione non ben distribuita dei punti di inquadramento rispetto al confine, la regola è che la rototraslazione ai minimi quadrati è applicabile fino a quando il rapporto (detto di “extrapolazione”) tra la distanza massima d dei punti del confine dal poligono esterno dei punti di appoggio e la diagonale massima D del poligono stesso non supera 1/3, come puoi vedere da questa slide qui sotto tratta da un mio corso. Se superi questo valore, allora devi correggere l’errore di rotazione temibile osservando un trigonometrico sufficientemente distante ed applicare la variante “orientata” della rototraslazione o, in alternativa, l’apertura a terra multipla.